Grandi capolavori da ammirare
L'arte nepalese si può senzaltro definire generalmente come arte Newar, la popolazione indigena della valle di Kathmandu. Gli influssi predominanti sono l'arte indiana e quella tibetana-cinese.
L'influsso indiano si traccia fino al V secolo, l'arte Newar come conosciuta oggi si formai attorno al IV secolo per culminare nei secoli XIV fino al XVI secolo. In seguito conquista della valle di Kathmandu dal re Prithvi Narayan Shah di Gorkha la cultura Newar visse un declino forte in quanto i nuovi sovrani non si indentifarono con la cultura Newar oltre alla quale della creazione di arte religiosa strettamente Hindù.
Influssi tibetani infiltrano attraverso il tantrismo e lamaismo nel Nepal durante il III e VII secolo, e vennero presto asorbiti e trasformati nell'arte Newar ben presto.
L'architetto Arniko, il quale venne invitato dal imperatore mongolo, Kublai Khan nel 1.246, è il più famoso rappresentante del arte Newar, in quanto era anche un bravissimo scultore, pittore e artigano.
La scultura di legno, la tessitura, le ceramiche e l'arte del manofatto, il disegno e l'artigianato in generale sono pregi del popolo dei Newar, che nei intarsi filigrani in materiali diversi si ha fatto un nome attraverso tutto l'Asia. Si dice che la forma delle pagoda sia stata inventata nella valle di Kathmandu. L'arte tribale invece non è molto elevato e nemmeno molto studiato, oltre a pochi frammenti antichi, nel confronto dell'arte Newar è "semplice". Le arti belli, cioè la danza, musica, la pittura ed lo teatro, trovarono e trovano ampio spazio nelle popolazioni nepalesi anche attraverso le religioni.
Le arti diversi
La danza è parte imoprtante delle feste religiosi, come la danza delle maschere o della pioggia, che vengono esibite nelle piazze delle città. Altre danze sono quelle dei sciamani per allontanare i spiriti magligni, la danza Damfu del amore, ed innumerevoli altri locali. Le danze buddhiste sono invece divise strettamen?? f?B rztig??ne e divertimento. I monaci esibiscono le danze religiose come quella dei capi neri o le danze della festa del "Mani Rimdu" in autunno.
La letteratura è pocha, visto che pochissimi sanno leggere e scrivere, risultando in racconti trasmessi verbalmente. Invece fra le caste literati si è manifestato un arte grande di letteratura sia religiosa che profana, rivolta al raccontare la storia del Nepal o di avvenimenti religiosi.
La letteratura scientifica e profana, assieme a quella politica hanno ripreso molto dalla risporazione della democrazia, sopredndentemente per il Nepal, si trovano tante pubbliccazioni anche in lingua ingelse su tematicahe anche molto delicate.
La pittura si riferisce molto alla religione, e cui nei disegni delle "Phauba" e "Thangka", un arte molto elevata, che serviva anche per raccontare visualmente eventi religiosi o per la meditazione o depiscono motivi dei libri sacri.
La pittura contemporanea invece di recente solo ha rispreso attenzione fra la popolazione, producendo una vasta gamma di artisti anche famosi oltre il Paese stesso.
Il teatro, legato molto alla religione si immerge nella danza ed il racconto religioso. La situazione attuale spesso trasforma il teatro in messaggi politici o di attualità e viene esibito sulle strade e piazze del paese, oltre che nelle sale di teatro. Il teatro ha da sempre svolto un ruolo molto importante nella storia del Nepal, e famoso sono le esibizioni durante il festival di "Gai Jatra", durante il quale è permesso per motivi religiosi (indiscutibili) la criticha di tutto e tutti, incluso il re, anche nel modo più sprecato.
Il film, purtroppo produce pocho di livello alto artistico, solitamente si tratta di storie d'amore impossibili garnito con elementi criminali, danza, musica, molto influenzato dal film indiano.
La televisione statale, la "Nepal Television" produce invece spesso documentari ottimi e di grande interessamento per chi vorebbe conoscere aspetti meno conosciuti del paese.
La musica tradizionale è molto complicata e usa oltre 100 strumenti diversi, la forma popolare invece è molto semplice e serve per il divertimento, matrimoni ed altre occasioni sociali, gruppi di musicisti attraversono il paese per suonare ai vari "Mela" (feste.
Gandharva: i musicisti del Nepal
Il piccolo gruppo dei Gaine, ovvero dei Gandharva (casta dei musicisti) provengono dalla colline pre-Himalayane attorno la vecchia capitale di Gorkha nel centro del Nepal. Cantano di attualità o vari temi dal amore alla desperazione e accompagnano matrimoni ed altre funzioni culturali. Il loro strumento è il Sarangi, un strumento a 4 corde che ricorda grezzamente un vionicello piccolo.
Il primo cantante Gandharva, Maniram Gaine, cantò sostenendo l'unificazione del Nepal sotto Prithvi Narayan Shah, viaggiando attraverso villaggi e valle e pur raccogliendo informazioni spesso di vitale interesse militare per Shah. La popolazione dei ca. 16000 Gandharva per secoli trovai buon reddito passando notizie e cantandoli ovvunque in Nepal.
Con l'introduzione della radio la loro fonte di reddito è diminuita, cosi molti di loro si dedicano ad altre occupazioni. Solo pochi hanno la fortuna oggi di viverci ancora della loro professione ancestrale, come Rubin Gandharva che divenne famoso per il suo coraggio di cantare contro il allora governo reale durante la rivoluzione del 2006 o Shyam Nepal che è considerato fra i migliori sarangisti del Paese.
Grazie al turismo oggi nuovamente hanno trovato un "svincolo" con la vendita dei Sarangi e le performance in vari ristoranti o slle stradine dei centri turistici, anche se chiaro non è una opportunità grande pensando che il loro pubblico estero non ha ne conoscenza di quanto cantato ne relazione culturale come la gente del Nepal.
Recentemente si è sviluppato una musica pop di varissimi livelli, che variano dal pop leggero nepalese fino a complessi Jazz elevati. L'introduzione del CD e delle radio private ha ad una produzione a valangha di musica. La vita musicale nei centri urbani è molto vivace, sopratutto concerne la musica moderna. Nella capitale Kathmandu ci sono moltissimi gruppi musicali che suonano anche nei bar e pub turistici. Sopratutto il hard e heavy metal e rap hanno un seguito notevole fra i giovani delle città.
L'artiganato invece vive anche grazie al turismo bene questi anni, bronzi a forma persa, sculture in legno, coltelli, gioelleria e atre tribale (disegni Maithili, Tharu, Sherpa)e migliaia di altri prodotti artiganali danno lavoro alla popolazione.
Nella vita quotidiana dei nepalesi, grazie all rivivere della conoscienza sopratutto dei Newari, l'artiganato ha ripreso a fare fronte all'architattura di solo cemento, come anche l'industria turistica ha ripreso l'elemento della cultura tradizionale (l'albergo Hyatt Regency è costruito come un palazzo reale del XVI secolo). Cosi sempre più costruzioni si rivestono con elementi artiganalmente prodotti o basandosi su di essa, fornendo ad interi villaggi nuove prospettive di lavoro.
La cultura in pericolo - contrabando di arte
Ufficialmente nessun ogetto nepalese oltre i 100 anni può essere espotato, essendo un ogetto religioso non può superare i 80 anni. Quindi nessun ogetto anticho esportato dopo il 1950 ha raggiunto l'estero legalmente anche se munito di certificato del dipartimento archeologicho. Anche prima del 1950 non si esportavano molte "antichità", in quanto non era consentito ai stranieri il soggiorno nel paese.
Quindi quasi tutto che si trova al estero si puo definire rubato. Ovviamente la corruzione enorme nel paese contribuisce non di pocho ai furti spesso organizzati su "ordinazioni", e spesso il coinvolgimento anche di persone ad altissimo livello ha favorito il contrabando notevolmente. Cosi un certificato del dipartimento dell'archeologia ha pocho valore, sopratutto quando eventualmente è pure falsificato.
Poiche l'arte nepalese è quasi sempre religiosa, si derubano oltre ai valori culturali-storici anche i valori religiosi, creando grande sofferenza nella popolazione, che continua a venerare i luoghi vuoti e derubati dei loro dei o spiriti.
Raramente accade l'opposto, così nel 1999 un collezionista americano ha riportato al Nepal tre statue preziose, delle cui per caso viene a conoscienza della provenienza e delle conseguenze per i locali. Dopo il rimpatrio sono stati esibiti al museo nazionale con grande sucesso e poi installati nei luoghi storici per riprendere il loro posto e la loro funzione, dove la gente da secoli si consolava e si incontrava con loro, non badando del valore "commerciale", ma bensi spirituale. Purtroppo i furti sono sempre ancora attualità quasi giornaliera e il patrimonio