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  • USANZE E COMPORTAMENTO

     

    Rispettate la vita privata della gente, non entrate in ogni porta che vedete aperta e non siate "prepotenti". Vestiti corti, trasparenti o troppo stretti sono sempre ancora "off limits", anche se qualche ragazza in Kathmandu si veste "moderna". Sarete benvisti se ci si veste "conservativi" e ci si comporta in maniera semplice e cortese. Scambiarsi intimità, baciarsi in pubblico, tenersi per mano fra sessi diversi ecc. sono offesa morale! Allattare bambini o farsi un bagno in una fonte pubblica (non per ricchi occidentali) invece no! Ricordate che non siete superiori a nessuno, anche se avete spesso una educazione "migliore" di chi incontrate: l'intelligenza non dipende solamente dall’educazione. Chiedere sempre il permesso per fotografare o per entrare in una casa o un tempio, porta inviti piacevoli e foto migliori! Non cercate di prendere l'attimo per forza, cercate di creare un rapporto di fiducia e conoscenza per entrambi.  Chi grida, si dice in Nepal, non ha ragione. Siete un estraneo che non può saper sempre tutto e meglio. In un paese dove non esiste l'ora esatta, niente deve arrivare nei tempi abituali che conoscete da casa. Non gettate i rifiuti in giro, anche se lo fanno gli altri, è il miglior esempio che potrete dare. Non vale la scusa che non si trova un bidone. Rispettate le religioni, non buttate mai niente nel fuoco e non entrate in un tempio se non è permesso. Chiedete! Ricordatevi che il nostro comportamento nei "loro" confronti sarà l'immagine che avranno di noi, e costa poco essere gentile anche se si è in una situazione diversa.

     

    Nei templi delle religioni orientali si entra sempre senza scarpe e qualche volta solo a piedi nudi. Come sappiamo è molto facile incontrare un fedele in preghiera anche nei luoghi più impensati: sarà bene rispettarne la privacy il più possibile.

    La discrezione deve sempre essere mantenuta nella consapevolezza che la possibilità di ingresso concessa ai visitatori non deve mai disturbare ed interferire con i riti dei fedeli, anche se non si condividono credenze e liturgie.

    Anche la visita esterna a volte va effettuata con particolari modalità, come nel caso degli “stupa” buddisti attorno ai quali si dovrà sempre procedere in senso orario. All’interno dei santuari buddisti, si ritiene opportuno non indicare, puntare il dito e, nel caso in cui siate seduti, le piante dei piedi nella direzione delle immagini del Buddha.

     

    Suggeriamo vivamente di non elargire mai elemosine ai bambini. In genere, prima che i visitatori manifestassero la loro generosità in questo modo, ai bimbi non sarebbe mai venuto in mente di chiedere alcunché. Non riteniamo sia giusto che debbano crescere pensando che possono dipendere dalla benevolenza degli altri.

     

    Sarebbe bene non regalare nulla, perché anche le penne, le caramelle, i rossetti che stanno per finire o le saponette e gli shampoo …presi in albergo, possono alimentare un processo psicologico di dipendenza che, non solo non fa bene alla loro e alla nostra dignità, ma neppure è in grado di risolvere concretamente il problema esistente.

     

    L’elemosina può indurre alla rinuncia della ricerca di altri mezzi per vivere o sopravvivere, mentre esistono altri modi per manifestare concretamente la solidarietà a chi vive in condizioni di disagio, a partire dai bambini. Completamente diverso è, ovviamente, il caso in cui si diano soldi come corrispettivo di un servizio ricevuto, o come prezzo pagato per l’acquisto di uno dei tanti oggetti che i bambini di molte parti del modo offrono ai turisti, o come mancia, riconoscimento di un servizio particolarmente gradito.

     

     

     



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