la gente della cina
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Culltura e tradizioni |
Lungo le rive del Fiume Giallo si è sviluppata una delle prime civilizzazioni al mondo basate sull’agricoltura. Reperti storici dimostrano come già 7000 anni fa lungo le rive del Fiume Giallo la popolazione viveva in società organizzate..
Qin Shi Huang riuscì a unificare gran parte dell’impero cinese che forgeva anche l’unione culturale fondati sui pensieri di Confucio, Lao-Tse e Siddhartha Gautama, fondatori e quasi contemporanei delle tre differenti dottrine filosofico-religiose.
Queste dottrine, radicate da oltre 2000 anni, hanno perso rilevanza con l’avvento del modernismo cinese cha ha discapito della cultura e delle tradizioni sviluppatesi attorno al Confucianesimo, Taoismo e Buddismo.
I cinesi riconoscono se stessi come i discendenti della dinastia Han, da qui la definizione Cinese Han.
In Cina, la discendenza è maschile, perché è il maschio che tende a sostenere i genitori.
La famiglia resta ancora un’istituzione molto importante, secondo il modello dei valori confuciani che pone al primo posto il rispetto dei genitori.
Benché sia quasi improbabile ormai in città, nelle zone rurali non è così raro vedere tre generazioni vivere tutte sotto lo stesso tetto, con i figli che hanno la responsabilità dei nonni. La figlia invece, una volta sposata diviene membro della famiglia del marito.
Sul piano sociale, viaggiando per le città cinesi, è normale vedere la mattina presto nei parchi cittadini uomini e donne praticare il taijiquan, una disciplina che simula un combattimento con avversari invisibili, fatto di lunghi e lenti movimenti.
I cinesi amano stare in compagnia, e il luogo preferito è il ristorante, dove si consumano veri e propri banchetti. In città dopo cena nelle strade si riversano moltitudini di persone, soprattutto giovani, che proseguono la loro serata in locali, come bar e discoteche.
Sono quattro le feste più importanti in Cina, la Festa della Primavera, conosciuta anche come la festa del Nuovo Anno Lunare, che si svolge in gennaio o in febbraio. Il Festival Qingming nel dodicesimo giorno del terzo mese lunare, in aprile, è un’occasione per un tributo agli antenati. Si puliscono le tombe, si brucia del denaro come vuole la tradizione buddista e si offre del cibo in onore dei defunti. Nella Festa del Barca del Drago, nel quinto giorno del quinto mese lunare, luglio normalmente, viene commemorato Qu Yuan, ministro e poeta, che nel 278 a.C., si lasciò annegare disperato per il futuro del suo paese.
È una festa questa, celebrata soprattutto nella Cina del sud, e durante il suo svolgimento si mangiano gli zong zi, dolci di riso avvolti in foglie di loto. La Festa di Metà Autunno, anche nota come Festa della Luna, cade il quindicesimo giorno dell’ottavo mese lunare, tra settembre e ottobre. È una festa molto importante soprattutto per gli innamorati. Al sud, in città come Hangzhou la città cinese preferita per celebrare i matrimoni, è una festa molto rinomata. Durante il suo svolgimento è tipico mangiare i dolci della luna. Si racconta che durante la dinastia Yuan (1279-1368), periodo di occupazione mongolo, i cinesi han, comunicassero con bigliettini all’interno dei dolci di luna.
La letteratura
I numerosi dialetti in Cina, hanno da sempre favorito la parola scritta, come mezzo di unificazione anche del paese. I primi testi più noti sono, gli Annali della primavera e dell’Autunno, il Libro dei cambiamenti, il Libro dei riti.
La composizione in stile lirico o epico di poesie e poemi è sempre stata considerata molto importante in Cina. Alcuni dei poeti più noti sono Li Po (699-762) e Du Fu (712-770).
Nella narrativa, non c’è bambino che non conosca in Cina il romanzo Viaggio a Ovest e i suoi personaggi: il re scimmia Sun Wukong, il maiale Zhu Bajie, il monaco Shu, il pellegrino buddista e un monaco, Xuanzang. Vi vengono narrate le avventure del re delle scimmie che decide di partire per un viaggio verso l’India per raccogliere scritture sacre di quelle terre. Elementi cinesi, indiani, buddisti e taoisti sono tutti mescolati.
Ma sicuramente il romanzo più noto è Hongloumen, meglio conosciuto come Il sogno della camera rossa, scritto da Cao Xueqin nel 18°secolo, è considerato la più importante opera letteraria cinese.
Dopo il 1949 per decenni la letteratura in Cina è stata impedita. Durante il periodo dei ‘cento fiori’, nel 1956, molti intellettuali espressero la loro disapprovazione per la politica cinese. Marchiati come conservatori, e le loro opere come ‘erbacce velenose’, vennero emarginati dalla società.
Durante il periodo della rivoluzione culturale dal 1966 al 1976, gli intellettuali vengono mandati nelle campagne. È solo a partire dagli anni ’80, con la ‘letteratura della ferita’, che gli scrittori tornano a parlare di se stessi, della società. Un nuovo realismo, la volontà di parlare, iniziare a criticare. Tra il 1979 e il 1990 sono stati pubblicati oltre 2000 romanzi. Se si considera che tra il 1949 e il 1966 ne sono stati pubblicati solo 300, salta immediatamente all’occhio i cambiamenti che stavano attraversando il paese.
Questo non significa libertà di stampa totale. La censura ancora è presente in Cina, controlla e decide cosa si può o cosa non di può scrivere, pubblicare, dire. Autori come Gao Xinjiang, autore della Montagna dell’Anima, da anni in esilio a Parigi è uno dei tanti esempi che potrebbero essere citati.
Feng shui
Un discorso a parte lo merita il feng shui, letteralmente ‘vento e acqua’, costituito da un insieme di leggi spirituali tradizionali, usate per attirare la fortuna. Il feng shui si basa sul principio del qi, lo spirito vitale, diviso in yin e yang, gli elementi vitali femminile-passivo e maschile-attivo. Oggi le moderne corporazioni in Cina considerano il feng shui molto seriamente.
A Hong Kong, dove oggi sorgono la Hutchison House e la Bank of America, una volta raggiunta la sua altezza definitiva, venne celebrata una cerimonia feng shui per calmare gli spiriti, poiché durante la seconda guerra mondiale nella medesima area ci fu un’esecuzione di massa. Anche gli stranieri che vivono in Cina, sono stati contagiati dal feng shui.
Medicina cinese
Si ritiene che la medicina cinese risalga a 5.000 anni fa, a Shennong, un contadino al quale attribuisce la scoperta delle erbe mediche. Nello Shennong Bencaojing (il classico di Shennong in campo medico), vengono descritti gli effetti medici di 365 erbe, mentre lo Huang Dineijing (il canone di medicina interna dell’Imperatore Giallo), è un testo fondamentale della medicina tradizionale cinese.
La filosofia dello yin e dello yang e la teoria dei cinque elementi formano un sistema di categorie che spiegano le complesse relazioni tra le parti del corpo e l’ambiente, e rappresenta la base della medicina cinese.
L’agopuntura è una pratica molto diffusa, basata su una teoria di canali attraverso i quali si cerca di rimettere in equilibrio i meridiani.
L’arte calligrafica
La scrittura spesso definita un ramo della pittura, in verità è una vera forma d’arte. Nel corso della storia cinese, la scrittura è stata vista come indicatore di intelligenza, dello status sociale ma soprattutto come mezzo di conservazione della cultura. L’arte della calligrafia ha sempre rappresentato nell’ambito del sistema degli esami imperiali, un mezzo per accedere ad alte cariche.
Quattro sono gli stili basilari di scrittura. L’antico xiao chuan, ovvero ‘caratteri del piccolo sigillo’, risalente alla dinastia Qin (221-206 a.C.), molto complesso. Il li shu, di epoca Han usato nelle iscrizioni ufficiali. Lo stile corsivo, il cao shu, molto personale. E infine il kai shu, più libero, è diventato la base dell’attuale standard calligrafico.
La cucina cinese |
Una delle conseguenze date dalla vastità del territorio cinese, oltre ad una miriade di prodotti agricoli totalmente diversi, è data dalle differenti cucine.
Il riso è l’alimento base di molti cinesi, anche se chi vive nel nord mangia cibo ricavato dalla farina come spaghetti, pane al vapore, fagottini. I germogli di soia sono un ingrediente base della cucina cinese. Se il maiale è la carne più popolare in Cina, si assiste comunque ad un largo consumo anche di carne di mucca e pecora. Le verdure hanno un ampio spazio nella cucina ma per ragioni anche igieniche, non vengono quasi mai consumate crude.
Sono quattro gli stili regionali cinesi in cucina: quella cantonese, nella provincia del Guangdong (vicino a Hong Kong): la sichuanese, tipica delle città di Chengdu e Chongqing; quella huaiyang, che include le cucine orientali di Shanghai, Jiangsu e Zhejiang; la cucina del nord, tipica di Pechino ma con evidenti richiami a quella della vicina provincia dello Shandong.
Cucina cantonese
A cucina cantonese è la più famosa al mondo. Nella regione di Canton, si usa dire che si mangia qualsiasi cosa a quattro zampe tranne un tavolo, e qualsiasi cosa che voli tranne un aquilone. Famosi sono i dim sum, leccornie spesso servite come brunch o snack. Il cibo cantonese è caratterizzato da una grande varietà, e dalla freschezza dei suoi elementi.
Cucina del Sichuan
La cucina del Sichuan, è la più saporita di tutta la Cina. Molto conosciuta soprattutto per l’uso del peperoncino, spezia che nella regione viene cucinata in mille modi diversi. Aglio, zenzero e germogli di soia fermentati sono altri ingredienti tipici di questa cucina. Il peperoncino, si dice a Chongqinq, viene usato per combattere l’umidità del corpo e mantenere l’equilibrio interno dell’organismo. Un tipico piatto di questa regione è l’huo guo, una sorta di stufato di origine mongola. I commensali si siedono attorno ad un tavolo rotondo. Al centro una pentola con del brodo scaldato con del gas. Con i kuaizi, le bacchette, si immergono nel brodo pezzi di verdura o di carne e si mangia.
Cucina del Huaiyang
La cucina dello Huaiyang, tipica del basso corso dello Yangze, vede come ingredienti principali il pesce. Gamberetti, granchi, anguille. E ovviamente riso. La zona di Shanghai, Hangzhou, Suzhou, sono le zone delle risaie. È normale percorrere questi tratti in treno e osservare donne ricurve a raccogliere riso. La cucina huaiyang è semplice, delicata, nulla a che vedere con la cucina del nord.
Cucina settentrionale
La cucina settentrionale, infatti, è una cucina più rustica. Abbonda d’aglio e cipolla, manca della varietà delle verdure che si trovano al sud, regioni più fertili. La carne di qualsiasi animale, è l’alimento per eccellenza consumato nel nord della Cina. Un piatto tipico se si visita Pechino, è l’anatra laccata, come a Xian lo sono i ravioli al vapore, specialità della città, cucinati in cento varianti diverse
Gente e popoli |
La Cina ha una popolazione di 1.313.973.700 (2006) abitanti, con una densità di 141 ab./km2.
La popolazione è sparsa in modo molto irregolare; è infatti concentrata prevalentemente a est nelle grandi pianure , mentre a ovest, zona più aspra e arida, vi è una densità bassissima.
La Cina è lo stato più popolato al mondo e la sua popolazione rappresenta circa un sesto dell'intera popolazione mondiale.
Popolato da ben 1 miliardo e 300 milioni di persone, la Cina è popolato da molti popoli diversi. Oltre agli Han (l’etnia cinese), che costituiscono circa il 92 % dell’intera popolazione , vivono in Cina altri 55 gruppi etnici che compongono complessivamente ben meno di 70 millioni.
Qui si contano solamente la gente della Repubblica Popolare della Cina, non i cinesi d’oltremare, quelli
Taiwanesi e quelli che a loro volta vivono nei paesi limitrofi. I cinesi sono il popolo singolo più diffuso sul pianeta.
Le minoranze nazionali (in cinese shaoshu minzu) o minoranze etniche generalmente hanno una propria cultura e lingua tradizionale. Fisicamente le differenze tra questi gruppi e i Cinesi Han non sono molto grandi, poichè la maggioranza divide con gli Han le varianti del fenotipo Mongolo; è solo nel Xinjiang che si trovano forme Centroasiatiche e Caucasiche.
La nazionalità Han si trova in tutte le parti del paese, ma principalmente nelle valli del Huanghe (Fiume Giallo), del Changjiang (Fiume Azzurro o Yangtze) e del Zhujiang (Fiume delle Perle) e nella Pianura Songliao del nord-est.
Le minoranze
Le minoranze etniche, complessivamente ca. 70 milioni, sebbene piccole come popolazione, abitano il 50-60% dell’area totale del paese, principalmente nella Mongolia Interna, Xinjiang, Tibet, Guangxi e Ningxia e in alcune zone seguenti province: Heilongjiang, Jilin, Liaoning, Gansu, Qinghai, Sichuan, Yunnan, Guizhou, Guangdong, Hunan, Hebei, Hubei, e Fujian.
Le aree abitate dalle minoranze vivono in grandi aree in regioni montuose remote, altipiani, aree boschive o tenute a pascolo. La maggior parte delle aree abitate dalle minoranze etniche si trovano nelle regioni di confine verso l’ovest del paese.
Le più importanti minoranze
Fra le motli minoranze un elenco dei più importanti:
I Zhuang che vivono nel Guangxi, Yunnan, Guangdong, Guizhou.
I Man (Manchi) che vivono nel Liaoning, Jilin, Heilongjiang, Hebei, Beijing, Mongolia Interna
I Hui che vivono nel Ningxia, Gansu, Henan, Hebei, Qinghai, Shandong, Yunnan, Xinjiang, Anhui, Liaoning, Mongolia Interna, Heilongjiang, Jilin, Shaanxi, Beijing, Tianjin
I Miao che vivono nel Guizhou, Hunan, Yunnan, Guangxi, Sichuan, Guangdong, Hubei
I Uygur che vivono nel Xinjiang
I Yi che vivono nel Sichuan, Yunnan, Guizhou, Guangxi
I Tujia che vivono nel Yunnan
I Mongoli che vivono nella Mongolia Interna, Xinjiang, Liaoning, Jilin, Heilongjiang, Gansu, Qinghai, Hebei, Henan
I Tibetani che vivono nel Tibet, Qinghai, Sichuan, Gansu, Yunnan
Religioni in un paese ateo |
La Repubblica Popolare della Cina è ufficialmente atea.
La popolazione religiosa è costituita da trecento milioni di persone di cui una netta maggioranza (il 95%) è fedele alla tradizionale associazione di Buddhismo e Taoismo.
Seguono le due principali religioni minoritarie del Paese, ovvero il Cristianesimo (3,0%) e l'Islam (1,5%).
Taoismo: Lao Tse e il Tao te ching
Il Taoismo nasce direttamente dall'influenza della cultura sciamanica della valle del Fiume Giallo. Il Taoismo sorse sullo stesso terreno culturale in cui nacque il Confucianesimo e si servì degli stessi elementi utilizzati da questo, che formavano il patrimonio intellettuale della Cina della seconda metà del 1° millennio a.C. Lao-Tse è considerato il fondatore del taoismo, anche se esistono a livello scientifico dei dubbi sulla sua reale esistenza storica.
La tradizione ci dice che Lao tzu (o Lao tze) - che è in realtà un soprannome che vuol dire "vecchio maestro" -, si chiamava Chung-erh o Po-yang o anche Lao tan. Visse nel 6° secolo a.C. ed era di qualche anno più vecchio di Confucio. Nacque nel villaggio di Ch'u-jen, nel territorio dell'odierno Honan (Cina orientale, a sud di Pechino). Fu storiografo negli archivi imperiali.
Lao tzu abbandonò il suo incarico quando la corta cominciò a dare segni di decadenza e se ne andò verso l'ovest. Arrivato al passo di Han-ku, il guardiano Yin Hsi gli chiese di scrivere un libro per lui e Lao tzu espose allora le sue dottrine nel Tao Te ching. Poi partì e non se ne seppe più nulla.
L'opera di Lao Tzu è divisa in due parti, la prima sul Tao e la seconda sul Te. In seguito fu suddivisa nel numero mistico di 81 capitoletti, e il nome di Tao Te ching fu dato, sembra, da uno dei suoi commentatori, Ho-shang Kung. L'opera ci è anche giunta in un'altra redazione, non molto diversa dalla prima, curata da Wang Pi.
Nei secoli a cavallo dell'era volgare, i seguaci del Taoismo si dedicarono soprattutto alla speculazione metafisica e in particolare sul problema della morte e della immortalità. Nacque così una forma di religione taoista, che assunse ben presto aspetti istituzionali e che ebbe, sotto la dinastia dei Tang (620-906 d.C.), una enorme diffusione, pari al buddismo
In campo artistico, il Taoismo, concedendo assoluta libertà all'individuo, permise la creazione di opere d'arte concepite per il godimento del letterato e del pittore e non, come volevano i confuciani, in esclusiva funzione di un certo tipo di società.
Oggi il Taoismo è diffuso nelle comunità cinesi sparse per il mondo, ed in particolare a Taiwan, Vietnam e Singapore.
Confucio: Zhong-ni e il grande imperatore
Confucio è il più famoso filosofo Cinese, fondatore del Confucianesimo. Confucio si impegno per porre freno alla corruzione morale e politica che vi era in Cina a suo tempo. Quando egli si dimise dall'incarico di ministro, ricominciò la sua vecchia vita da insegnante itinerante, cercando inutilmente un principe disposto ad applicare le sue riforme. Fu sepolto a Shandong; i suoi insegnamenti, tramandati generazione per generazione oralmente, furono scritti dai suoi fedeli discepoli.
Questo culto è il principale sistema di pensiero della filosofia cinese, nato dall'insegnamento di Confucio e dagli scritti dei suoi discepoli. Questa dottrina offrì un fondamento teorico alle istituzioni politiche della Cina e da qui si diffuse in Corea, Giappone e Vietnam. Non fu mai una religione con una chiesa o un clero; Confucio non si proclamò divinità ed i templi costruiti in suo onore non erano un luogo di culto, ma edifici pubblici destinati a cerimonie annuali, la più importante era, naturalmente, il compleanno del filosofo. Secondo Confucio erano i pensieri dei cittadini più poveri a garantire la salvezza dello stato.
Egli pensava che uno stato avente molti riti e musiche, avrebbe avuto cittadini felici e virtuosi, quindi non sarebbero sorte leggi visto che la popolazione avrebbe vissuto senza preoccupazioni.
Confucio (Kong Zhong-ni, Kongzi), nato nel 551 a.C. Il confucianesimo ha dominato per oltre 2000 anni la vita politica e religiosa della Cina, poiché regolava i riti di Stato della casa imperiale. Il principio della pietà filiale descrive implicitamente il codice di comportamento tra superiori e inferiori (padri e figli, proprietari terrieri e braccianti, imperatore e sudditi), fornendo la base delle leggi, dei rapporti sociali e familiari, fino al culto degli antenati.
Confucio, tramite i suoi scritti ed insegnamenti, ha definito un sistema di etica sociale fondata sulla gerarchia e sulla dualità di ogni relazione, che definiva diritti e doveri dei partecipanti alla relazione stessa. Infatti i tre maggiori principi del confucianesimo erano:
• il re comanda il ministro
• il marito comanda la moglie
• il padre comanda il figlio.
Questi insegnamenti hanno determinato la creazione di una società molto gerarchica sia nelle relazioni intra-famigliari, sia inter-famigliari. Oltre a questi tre principi, Confucio ha definito una serie di virtù da perseguire a garanzia di una società armoniosa, riassumibili in:
• Bontà
• Correttezza
• Ritualità
• Saggezza
• Credibilità
Non divenendo mai una religione, ma rimando una dottrina di comportamento etico, il confucianesimo si è intrecciato e integrato con le altre correnti filosofiche-religiose quali il taoismo e il buddismo, dando ad esse una localizzazione rispetto alle stesse correnti in altre parti del mondo.
Tradizionali: ci sono ancora
Le antiche religioni erano ovunque, e quindi anche nella Cina era un culto sciamanico.
Le divinità e i miti più antichi erano già molto lontani nel tempo dagli autori dei testi Han nei quali appaiono la prima volta: le loro descrizioni sono state reinterpretate dalla cultura dell'epoca. Malgrado ciò, vi troviamo tracce di culti totemici e dell'evocazione di una dualità Terra-Acqua.
Oggi giorno, la religione tradizionale cinese viene ancora praticata. Si tratta di un insieme di credenze e pratiche religiose che seguiva la maggioranza dei cinesi prima del 1949. Le diverse scuole taoiste ne sono scaturite e l'hanno arricchita di numerosi concetti, riti e divinità.
Il buddismo e il taoismo popolare sono delle forme di questi insieme sincretico che non ha nessun riconoscimento ufficiale perché non è globalmente rappresentato da nessun organismo o associazione.
Il buddismo nella Cina
Il buddismo appare in Cina nel primo secolo dopo Cristo; esso influenza profondamente la religiosità dei cinesi, il quale porta uno sconvolgimento di quello che è il pensiero cinese dell’epoca, fino ad una completa fusione tra i due nel periodo della Dinastia Tang, generando persino forti ondate repressive contro i buddisti.
La Cina è stata uno dei maggiori centri di sviluppo dell'insegnamento buddista, grazie alla sua opera di traduzione e espansione della religione attraverso numerose regioni dell'Asia. Giappone e Corea hanno beneficiato particolarmente della ricchezza delle cultura buddista cinese.
Il buddismo cinese è in maggioranza della corrente Mahayana. Una delle sue forme, il buddismo tibetano (o lamaismo), è diffuso soprattutto nel Tibet e in Mongolia Interna e raggruppa sempre più adepti tra la popolazione Han in questi ultimi anni.
Il buddismo del Piccolo Veicolo è egualmente presente in Cina, ma nettamente minoritario.
Il buddismo ha la sua nascita con il principe ereditario Gautama Sakyamuni (560-480 a.C.) in Nepal.
Diffusione del buddismo in Cina.
Nel 250 a.C. prende strada una nuova branchia che si proclama il Grande Veicolo (Mahayana) e definisce il buddhismo antico Piccolo Veicolo (Hinayana). Questa corrente di pensiero arriva nel territorio cinese verso il I secolo d.C. e percorre un lungo cammino di secoli prima di essere completamente assorbita in Cina.
Luoyang è uno dei primi centri di traduzione, dove monaci della Partia, Scizia, India e Sogdiana organizzano la traduzione e diffusione del pensiero buddhista. Nella prima fase di approdo, la filosofia buddhista viene applicata nelle controversie che si creano tra III e IV secolo d.C., mentre già nel V e VI secolo d.C. vengono riconosciute le fonti originarie indiane.
L’epoca della Dinastia Tang, di enorme fioritura culturale, invece vede una completa e consapevole assimilazione della dottrina filosofica. Dal III secolo d.C. fino alla caduta degli Han, i due elementi della filosofia buddhista, concentrazione (dhyana) e saggezza (prajna) destano la massima attenzione.
Sciamanesimo
Lo sciamanesimo è ancora praticato da alcune minoranze in Cina. Il Dongba è una sorta di paganesimo con influenze lamaiste. Prende radici in un'antica religione praticata dai Naxi, una minoranza etnica di origine tibetana che vive nello Yunnan. In qualche forma il sciamanesimo ha sopravissuto in tutta la Cina
Islamismo
Dal VII secolo, l'Islamismo rappresenta un ulteriore veicolo di scambi culturali, particolarmente ricco in Cina. Lungo la Via della seta, la vicinanza di molte culture ha facilitato l'ingresso della religione islamica nel cuore dell'Impero Celeste. La regione dello Yunnan è stato parimenti un luogo favoreggiato di scambi cino-islamici: il celebre navigatore Zheng He era un mussulmano originario dello Yunnan. I membri dell'etnia Hui, culturalmente del tutto simili agli Han attuali fuorché per la religione, discendono da Han convertiti che hanno assorbito popolazioni mussulmane non cinesi.
Cristianesimo
Le prime tracce di influenze cristiane in Cina risalgono a delle steli nestoriane del VII secolo, durante la dinastia Tang. Tang Wu Zang (della dinastia Tang) governò dall'840 all'846. Noto come uno zelota taoista, dapprima soppresse il Buddismo in Cina per i suoi eccessi percepiti. Egli quindi attaccò tutte le altre religioni "straniere", incluso il cristianesimo. Oggigiorno i dati ufficiali parlano di più di 4 600 chiese della Chiesa patriottica, ufficialmente accettata dalle autorità; vanno inoltre aggiunti i luoghi di culto della Chiesa cattolica sotterranea, non riconosciuta dal regime di Pechino e perseguitata.