la storia della Cina
La preistoria |
Il territorio cinese appare abitato dall' uomo fin dalla più remota antichità. Recentemente ha trovato sempre maggiori conferme, l'ipotesi che l'attuale provincia dello Yunnau abbia costituito una delle regioni originarie della specie umana (archanthapus).
Probabilmente le prime forme di organizzazione statale in territorio cinese siano comparse tra la fine del terzo e gli inizi del secondo millenio a.C. nel contesto sociale e tecnologico delle culture di Lougshan, periodo in cui la tradizione scritta fa risalire la prima delle tre dinastie ereditarie, Xia, Shaug e Zhau.
Sugli Xia non si hanno certezze, ma la dinastia dei Shang si sa che era costituita da sciamani, che derivano il proprio potere e la propria legittimazione dal rapporto diretto con i propri antenati.
Ai margini occidentali del territorio Shang, nel bacino del fiume Wei, sono state rinvenute numerose testimonianze relative alla cultura di una popolazione ( i Zhou ), che avava rapporti di carattere tributario con gli Shan.
Intorno all' undicesimo secolo a.C. furono proprio i Zhou a sottomettere gli Shang. I Zhou regnarono fino al terzo secolo a.C., in questo periodo la Cina vide profonde trasformazioni politico-istituzionale, sociali e culturali e il trasferimento della capitale da Hao a Luoyi.
Dalla dinastia Tang alla dinastia Ming |
Il primo imperatore.
Nel 221 a.C. il re Ying Zheng di Qin unificò l' intera Cina, conquistando tutti gli staterelli cinesi, assunse il tittolo di Huandi che, rappresentava una vera e propria sfida alla tradizione. Per difendersi dagli Xiongnu, una popolazione altaica prototurca, completa la Grande Muraglia.
Il primo imperatore di Qin ( Qin Shi Huang ) pose le basi della struttura del governo centrale.
Allo scopo di realizzare l'unificazione politica e militare della Cina, il Primo imperatore adottò una serie di misure rigorose che investirono l'organizzazione sociale, l'economia e la cultura.
Il territorio fu suddiviso fra governatorati e distretti retti da funzionari di nomina imperiale. Le misure di peso, di capacità e di lunghezza furono unificate e la moneta di Qin fu imposta in tutto l'impero e furono costruite nuove strade che arrivano fino alle aree molto lontane.
Gli eserciti imperiali arrivano a Sud fino all'attuale Vietnam settentreonale, mentre al Nord costruì la grande muraglia (oltre 5.000 Km.) che parte dall'odierna provincia di Gansu alla penisola di Liaodong. L'imperatore Qin Shi Huang morì nel 210 a.C. lasciando un mausoleo a Liutong: il famoso esercito di statue di terracotta a grandezza naturale. Costruita nella capitale Chang’An, l’attuale Xian, si tratta di un esercito di proporzioni reali in terracotta voluto dall’imperatore per proteggere la sua tomba. E’ stato ritrovato sul finire del 1970 da tre contadini, ma solo a distanza di un decennio ne è stata resa possibile la visita al pubblico.
La dinastia dei Han
La dinastia si estingue nell’anno 210 a.C., a causa dello scoppio di una guerra civile capeggiata da Liu Bang (o Lin Bang), che fonda la dinastia Han nel 202 a.C, che domina la Cina, tranne che per un intervallo tra il 9 d.C. e il 25 d.C., fino al 220 d.C. Questa breve pausa ne configura la differente denominazione tra un periodo e l’altro. La prima dinastia Han è nota infatti come ‘‘Dinastia degli Han anteriori’’ o ‘’Dinastia degli Han occidentali’’ (206 a.C.- 9 d.C.), mentre la seconda è chiamata ‘‘Dinastia degli Han posteriori’’ o ‘‘Dinastia degli Han orientali’’ (25-220 d.C.).
Durante gli Han anteriori, il potere politico cinese si espande su Vietnam, Asia centrale, Mongolia e Corea. Durante il secondo periodo la capitale verrà spostata da Chang’An a Luoyang molto più a est. Il Confucianesimo, con il suo rispetto per i riti e la gerarchia familiare, è eletto a filosofia di stato.
Durante l’impero di Wudi (141-87 a.C.) si rafforza il nuovo impero Han definitivamente. Wudi combatte contro gli Xiongnu e intraprende conquista l'occidente della Cina che lo porta fino al Iran odierno, praticamente creando la famosa ‘via della seta’’.
Durante la metà del 2° secolo d.C. il potere passa in mano ai generali delle singole province dell’Impero. L’ultimo imperatore della dinastia abdica e il regno viene suddiviso: il regno di Wei a Nord, quello di Shu Han a Sud-Ovest, e infine quello di Wu a Sud.
Nel 280 la dinastia Jin, riunifica il Paese ripristinando un regime quasi feudale. Viene divisa in Jin occidentale (265-316), e Jin orientale (317-420). Durante il secondo periodo la capitale viene spostata a Nanchino. Durante questo periodo inizia a diffondersi il Buddismo in Cina.
Nel frattempo, gli Xiongnu a Nord avevano creato uno potente stato occupando anche grandi parti della Cina settentrionale. Ne segue una frantumazione, con la conseguente creazione di micro-regni comandati dalle popolazioni nomadi dei Tuoba.
La dinastia Sui, tra il 578 e il 618 d.C., riesce ad unire nuovamente il paese e sposta la capitale a Xian.
Dalla dinastia Tang alla dinastia Ming
Tra il 618 e il 907, regna la dinastia Tang. Taizong (626-649), il secondo sovrano, sconfigge nomadi della Mongolia, i Tu-kueh e instaura le prime relazioni narrate con il Tibet e l’India.
Nel 712, la famiglia della imperatrice viene sterminata e si ritorna allo status quo ante. Segue un periodo di pace sotto l’imperatore Xuanzong, che estende l'impero fino al Turkestan (l'odierno Xinjiang), raggiungendo la massima espansione dell’impero.
Il regno del Tibet, attorno gli anni 750-60 conquista progressivamente territorio cinese. Lo sfascio dell’impero uiguro nel 840 e della monarchia tibetana nel 842, libera la Cina da due scomodi vicini.
La decadenza della dinastia Tang è accompagnato da una serie di sommosse contadine dall’879 all’884. Nel 907 la dinastia Tang decade e segue un periodo di estema instabilitá e frammentazione della Cina.
Nel 960 il paese è riunificato dalla dinastia Song, una dinastia pacifista, che -straodinariamente non solo per l'epoca) scioglie l’esercito per un intervallo di tempo. I Ming concluderanno questo primo splendore del impero con l'arrivo dei mongoli.
Genghis Khan: il grande conquistatore |
Gengis Khan
Nel 1233, il grande capo mongolo, Gengis Khan, conquista la Manciuria e Pechino. Tra il 1233 e il 1234, Ogodai, figlio di Gengis Khan, sottomette tutto il territorio che era di dominio Jin. Con Qubilai Khan 1260-1294), il dominio mongolo tra il 1276 e il 1279 è esteso a tutta la Cina. Egli fonda una nuova dinastia nota come Yuan, che regnerà fino al 1368, anno in cui le rivolte contadine raggiungono l’apice provocando la caduta della dinastia mongola.
Zhu Yuanzhang, fonde la dinastia Ming, che preserverà il potere fino al 1644 che trova in Yong Le (1402-1424) il suo più grande imperatore, ricordato per la politica marittima che porta la flotta cinese a toccare anche le coste africane. Dopo la sua morte, la politica di apertura al mondo esterno viene definitivamente abbandonata.
L’era dei Qing
L’era dei Qing: l’ultima dinastia
Durante il 16esimo secolo, i primi europei attraccano sulle coste dei territori del sud-est asiatico. Nel 1577 i portoghesi stabiliscono il proprio dominio sull’isola di Macao (ritornerà sotto sovranità cinese solo nel 1999).
La Cina viene coinvolto in battaglie contro i giapponesi nella Corea, mentre il paese è sconvolto da inondazioni e carestie. Il ribelle Li Zicheng riesce a sconfiggere le armate imperiali e occupa nel 1644 Pechino. I Ming chiedono nella disperazione loro aiuto ai mancesi, i quali prendono il portere e fondono nello stesso 1644 la dinastia Qing (1644-1912).
Il secondo imperatore Qing, Kang Xi (1661-1722), estende il dominio al sud della Cina, limita l’avanzata russa in Siberia, sottomette i principi mongoli e nel 1720 impone la propria sovranità sul Tibet, una sovranità che verrà consolidata con l’imperatore Qianlong (1735-1796). L’imperatore Jia Qing (1796-1820) dovrà arrendersi alla pressione straniera che ha scoperto la Cina e aprire al mondo esterno.
Le guerre dell’oppio |
Di fatti, la Gran Bretagna e la Francia spingono i cinesi di aprirsi al commercio e quando la Cina pone resistenza, gli inglesi ricorrono a mezzi poco delicati per assicurarsi nella corsa per l'influenza sulla Cina con le altre grandi nazioni coloniali, sopratutto la Russia.
All’opposizione cinese, gli inglesi risponderanno con un commercio di oppio proveniente dall’India.
Nel marzo del 1839, ormai diventato una piaga sociale a gran scala, il governo cinese sotto ordine dell’imperatore Tao Kuang reagisce con la distruzione di 20.000 casse di oppio.
Nel 1841, la flotta inglese assedia Canton e Nanchino, obbligando la Cina a sottoscrivere il ‘‘Trattato di Nanchino’’ che impone l’apertura al commercio e cinque porti oltre a dare in concessione l’area di Xiang Gang (Hong Kong).
Quindici anni dopo le ostilità riprendono a causa della volontà cinese di non legalizzare la vendita di oppio. Le armate franco-inglesi sconfiggeranno quelle cinesi giungendo fino a Pechino e obbligando i governanti della Città Proibita a legalizzare la produzione e vendita di oppio. Inoltre la Cina perderà sovranità su porti e dogane. L'arrivo dei inglesi e francesi era traumatico per la Cina.
La Rivolta dei Taping o della Grande Pace
Visto la situazione precaria del paese, sempre più sotto il dominio delle forze straniere e dopo un biennio di pesanti carestie, tra il 1848 e il 1850, la rivolta contadina, guidata da Hong Xiuquan (1814-1864) si estende oltre a 16 delle 18 province imperiali.
Nel 1851 ong Xiuquan proclama deposto la dinastia mancese e si autoproclama "Celeste Sovrano" con la sua capitale a Nanchino. Non solo l’intervento delle potenze occidentali, richiesto dai cinesi si concluderà con lo scontro decisivo a Nanchino, quando la città sarà conquistata dalle truppe anglo-francesi, e Hong si suiciderà. La corte mancesa in seguito tenta di introdurre tecnologia europea evitando però cambiamenti a livello amministrativo e sociale.
Gli ultimi imperatori
Cixi, vedova dell’imperatore Xiang Feng, morto nel 1861, rimanerà nella storia della Cina una figura complessa, detiene il potere a nome del figlio minore Dongzhi, per poi tenerlo anche a nome del nipote Guanxi. La tradizionalista osteggerà ogni tentativo di riforme. Nel 1889 cede il potere all'imperatore Guanxi. Nel 1898, a seguito di un periodo noto come ‘‘i cento giorni delle riforme’’, patrocinato dall’imperatore Guanxi, Cixi reagisce facendolo arrestare e abolendo tutte le riforme da questi introdotte.
La rivolta dei Boxer
La societá I-Ho-Chuan “Boxer” (Pugno della Giustizia e dell’Azione) sorge per primo nella regione dello Shandong, a fine 19° secolo d’ispirazione xenofoba e antidinastica, appoggiato dall’imperatrice Cixi. Nel 1899 organizarono una serie di manifestazioni contro gli europei e i cinesi che si erano convertiti al cristianesimo, coinvolgendo il potere imperiale nella guerra che si scatena nel 1901. Guerra che terminerà in maniera disastrosa per i cinesi.
Nel 1908 l’imperatrice Cixi muore in circostanze misteriose, e sul trono sale l’ultimo imperatore, Puyi. Puyi e’ troppo giovane perché possa governare e la Cina è oramai un paese in piena rivoluzione: la voglia di riforme non può più essere arginata.
Nel 1911 scatta una rivolta contro Pechino da Nanchino e Pechino invia il generale Yuan Shikai, che invece di sconfiggere i rivoltosi, viene a patti con questi. A seguito, Yuan Shikai è nominato Presidente della neo repubblica, mentre Sun Yat Sen fonda il Guomindang.
La prima Repubblica |
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale il Giappone occupa quelle che erano le concessioni tedesche. Tokyo pone le famose ‘ventuno domande’, volte a fare della Cina un protettorato.
Nel 1916, la Cina anch’essa si schiera con le potenze dell’Intesa, contro Germania, Impero Austrungarico e Impero Ottomano. Nel 1919 dopo il congresso di Versailles, viene negata alla China la sovranità sulle concessioni tedesche occupate dai giapponesi.
Dopo quasi un secolo di umiliazioni si forma uil movimento anti-imperialista ‘Movimento del 4 Maggio’, che chiede l’abbandono della ‘via confuciana’, e l’adozione di modelli occidentali adattati però al contesto cinese.
Nel frattempo la Cina é nelle mani di oscuri signori della guerra, il nord ovest è luogo dove la Russia e Inghilterra giocano per controllare l’area dell’Asia centrale, e un sud dove si cerca di fare decollare l’esperimento della repubblica.
Nel 1921 viene fondato il Partito Comunista Cinese (PCC), sostenuto e diretto dal Kremlino da Mosca e nel 1924, il PCC entra a far parte del Guomindang (GMD) per scelta sempre del Kremlino. Nel 1925 il leadership del partito passa al carismatico leader Chang Kai Shek.
Tra il 1926 e il 1927 GMD e PCC le differenze di pensiero tra le due correnti politiche non sono in grado di favorire l’alleanza. Nel 1927 Chang Kai Shek fonda a Nanchino un governo di unità nazionale riconosciuto dalle potenze occidentali. Nello stesso anno il PCC tenta a Canton un’insurrezione che però fallisce.
Appare per prima volta Mao Tse Tung coinvolto nelle azioni del CCP a gran scala..
Anni difficili per il paese
Nel 1931, il Giappone invade la Manciuria, e instaura lo stato fantoccio del Manciuguo. I comunisti divisi al loro interno tra bolscevichi e maoisti, iniziano a formare delle comunità rosse (soviet rurali) soprattutto nella regione dello Jiangxi, guidato da Mao Tse Tung.
Questo “soviet” nello Jiangxi, resiste alle campagne d’annientamento che Chiang Kai Shek lancia in questo periodo. I Membri del PCC resistono fino all’ottobre del 1934 quando, stretti d’assedio dai nazionalisti, cominciano la ‘‘Lunga Marcia’’ verso lo Shanxi. Dodicimila chilometri percorsi in un anno, durante i quali Mao riesce con intrige, diffamazione e il terrore di accreasiare la sua base di potere.
Fra fratellanza e aperto confronto, il ruolo del Kremlino sul PCC rimane oscuro, ma certo è che Mao non fece molto per combattere i Giapponesi, Chiang invece si batte contro gli invasori. In questo periodo Chiang, dispondendo di un esercito ben adrestrato e rifornito lascia per motivi strategici e forse su intervento del Kremlino varie volte scappare Mao Tse Tung e le truppe rosse.
Nell’agosto dell 1945 a seguito delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, il Giappone si arrende. La Manciuria con l’ultimo imperatore cinese Puyi, viene occupata dai russi. La guerra civile finisce nel 1949 con la fuga di Chang Kai Shek e dei suoi fedelissimi, portando con se immensi tesori culturali incluso i tesori della Città Proibita, a Taipei, sull'isola di Taiwan.
Mao Tse Tung |
Mao Tse Tung, che nei ultimi anni è riuscito a cementare la sua leadership indiscussa, può proclamare il 1 Ottobre 1949, la fondazione della Repubblica Popolare Cinese con la celebre frase,‘‘Zhong Guo Renmin Zhan Qi Lai" ovvero "il popolo cinese si è alzato’’.
Ragggiunto il potere assoluto sopra il PCC, Mao, nel senso classcio delle dinastie imperiali ha un obiettivo molto ambizioso. Annientato quasi ogni opposizione a se al interno del partito, deve ricostruire il paese attraverso la trasformazione dei rapporti di produzione e di classe in senso socialista per difondere la rivoluzione in tutto il mondo.
I primi provvedimenti varati dalla nuova "dinastia" cinese sono la riforma agraria e quella del matrimonio. Quest’ultima contribuisce ad introdurre la parità tra i coniugi. Altre direttive fanno riferimento alla continuazione della riforma agraria e allo sviluppo dell’industria pesante.
Vengono requisite e nazionalizzate senza indennizzo tutte le industrie che facevano capo a esponenti del Guomindang o a proprietari stranieri.
Non è ancora il tentativo di stabilire una gestione di tipo statale, pur tuttavia aumenta il controllo sulle imprese private per penetrare a fondo nella anche nella comunità dei più piccoli affari.
Nel 1953, viene varato il primo piano quinquennale che prevede le prime severe limitazioni nei confronti del capitalismo privato. Il concetto di rivoluzione permanente resta alla base della nuova Cina comunista.
Sigla trattati con l’URSS di Stalin e partecipa alla guerra di Corea per ampliare la sua fama e la sua posizione di leader mondiale del communismo in contrasto con il Kremlino. La battaglia della Corea costerà al popolo cinese fra 120.000 e 400.000 soldati "volontari" e una umiliazione militare.
Sperimentazioni fatalise
La Cina sotto Mao nel 1955 divenne socio fondatore del movimento dei paesi non allineati né con l’America né con l’Unione Sovietica nel tentativo di diventare un leader riconosciuto a livello mondiale.
Cento fiori e il grande balzo in avanti
Mao che non aveva ancora completato l'opera del totale potere sul proprio paese, lancia la campagna dei “Cento fiori”, indicando “che cento fiori sboccino che cento scuole si confrontino’. È il tentativo di portare gli intellettuali sotto controllo, invita gli intelettuali a criticare il governo e il partito. Il tutto si conclude come già previsto da Mao: molti intellettuali manifesteranno tutta la loro ostilità a dei cambiamenti che tutto facevano tranne che portare la Cina avanti. L'iniziativa da a Mao una mappa ben precisa di tutti intelettuali contrari a Mao stesso o il PCC.
La Cina communque era poco sviluppata industrialmente e militarmente, il Kremlino, sospettoso di Mao, riduce i suoi aiuti militari e declina di trasferire gratuitamente technologie moderne per la costruzioni di aeri, razzi, navi e la bomba atomica. Tutti interessi di primo grado per Mao e il PCC per consolidare il potere e per eventualmente allargare il supporto ad altre nazioni diposte a confertire il loro sistema a quello di stampo communista cinese. La Russia però non calcola che Mao potesse trovare una via difficilmente negabile al Kremlino: il pagamento tramite viveri, viveri molto richiesti dai stati communisti del Est dell'Europa.
Per poter finanziare l'aquisto di technologia Mao lanciò nel 1958 la campagna del ‘‘Grande balzo in avanti’’ creando le comuni popolari. Dal 1959, la rottura dei rapporti economici tra Russia e Cina ha delle pesanti ripercussioni sull’economia cinese. Nonostante, le esportazioni dei vivieri in grande scala verso la Russia e le altre nazioni communiste continuano e il popolo dovvrà soffrire molto per le ambizioni di Mao a portare il paese in pochissimi anni da uno agricolo a una super potenza militare mondiale.
La Cina vede morire oltre 30 millioni di persone in questo periodo dal 1958-1961, dove la Cina esporta millioni di tonnellate di viveri, sopratutto carne e grano e riso deprivando la propria popolazione di un pasto semplice al giorno. Solamente nel 1961, durante un convegno dell comitato centrale orchestrato da Mao, lo stesso si vede in forte contrasto con la maggioranza del comitato. Molti leader incluso l'altrimente fedelissimo Chou En Lai devono aver visto troppa miseria e troppi morti nonostante la grande campagna mediatica di Mao, ormai "chairman" del PCC.
Annessione del Tibet
La Cina nel corso della sua storia considerava già sempre il Tibet parte dellImpero e cosi nel 1951 avvenne l'invasione dell'esercito cinese nel Tibet e a Lhasa su richiesta di rappresentanti governativi tibetani. Le autorità Cinesi inizialmente non interferivano nella politica interna del paese, lasciando il governo tibetano ad esercitare il suo potere. La storia si ripete nuovamente, ma questa volta i cinesi non lasceranno il Tibet. Nel 1964, cinque anni dopo la fuga del Dalai Lama in esilio, la Cina anette il Tibet formalmente come "Regione Autonoma del Tibet".
In seguito un periodo molto oscuro nella storia recente della Cina si abbattè sul Tibet. La rivoluzione culturale dal 1966 portò studenti ed estremisti, agitati dalla propaganda, a condannare ogni forma d'opinione diversa dalla loro e monasteri, templi ogni altra forma d'arte vennero distrutte, millioni di persone cabiarono l'aspetto della Cina, un disastro incredibile per il paese, che non tralascava il Tibet.
La rivoluzione culturale
Mao sta vivendo un periodo di controvento alla sua linea politica, deve fare compromessi per porrere fine alla carestia catastrofale. Tutti possono nuovamente tenere un minimo di orto privato.
Deve riprendere potere e si affida agli studenti e con astuto senso, coinvolge gli studenti alla rivoluzione che diventa denunzione e tortura delle Guardie Rosse.
Seguono le distruzioni di milioni di artefatti, divinità, libri e tutto quello che poteva distrarre dal grande obiettivo dell'grande balzo in avanti.
Maio Tse Tung invece cementò il suo potere. È l’agosto 1966. Il Comitato Centrale approva un documento sulla rivoluzione culturale, dove si dichiara che deve essere estesa a tutto il Paese. Dalle fabbriche alle campagne, lo scontro culmina nel 1969 con l’espulsione di Liu Shaoqi dal PCC.
Nel 1971, la Cina prende il posto di membro permanente del Consiglio di Sicurezza, sostituendo Taiwan (Chang Kai Shek portai la Cina nel Consiglio di Sicurezza).
Lin Biao, ex-generale designato come successore di Mao, misteriosamente morì in un incidente aereo sopra la Mongolia, apparentemente in fuga da un golpe contro Mao non riuscito, ma viene reinserito Deng Xiaoping al vertice del potere.
Nel gennaio del 1976 muore il Primo Ministro Zhou En Lai e gli succede Hua Guofeng. La morte, nel settembre dello stesso anno, di Mao Ze Dong, apre una nuova fase nel corso della storia cinese. Hua Guofeng viene nominato anche Presidente del Partito, si arresta la cosiddetta ‘‘banda dei quattro’’, tra cui Jiang Qing, vedova di Mao.
Gli anni ’80 vedranno una trasformazione inizialmente lenta, ma costante sotto Zhao Ziyang, Primo Ministro e Hu Yaobang, Presidente del Partito.
Deng Xiao Ping: riforma e apertura |
Riforma e apertura, l'era Deng Xiaoping
Nel 1979 Deng Xiaoping indice riforme poi definite ‘‘socialismo di mercato’’ e avvia il processo di smantellamento delle Comuni, crea le Zone Economico Speciali (ZES), come Shenzen. Il governo amette "errori" anche gravi nel passato, lascia la libertà economica, se pur negando quella della libera espressione ancora.
Il percorso spettacolare dello sviluppo della Cina nel seguire le riforme é oggi indiscusso. Ma l'apertura economica costrinse la Cina di aprirsi ai stranieri. La Cina tuttora non era molto progredita a livello sociale, le masse da poco tempo senza timori. Il malcontento si fa sentire da metà degli anni ’80 e studenti e intellettuali che iniziano a reclamare riforme anche in ambito politico. Nel 1986, Hu Yaobang, troppo favorevole alle riforme viene sostituito da Zhao Ziyang, mentre Li Peng diventa Primo Ministro e si fa portavoce di una linea dura contro le proteste.
Tien An Men
Nel 1989, le manifestazioni di protesta hanno luogo a Piazza Tiananmen, il 4 giugno del 1989, le proteste da parte degli studenti vengono fermate dai blindati cinesi. Li Peng, proclama la legge marziale, mentre Zhao Ziyang, che aveva manifestato l’idea di instaurare un dialogo, viene sostituito da Jiang Zemin. Non è mai stato reso noto quante siano state le vittime di Piazza Tiananmen.
Dopo Tiananmen, la Cina viene per un breve periodo isolato dalla comunità internazionale. Nel 1993 Jiang Zemin è nominato Presidente della Repubblica, mentre Li Peng mantiene la carica di Primo Ministro.
Nel 1997 muore Deng Xiaoping, nel 1998 Jiang Zemin è rieletto Presidente della Repubblica. Li Peng viene sostituito da Zhu Rongji, ex vice-ministro dell’economia. Sempre nel 1997, Hong Kong torna sotto sovranità cinese, mantenendo lo statuto britannico per 50 anni. Nel 1999 segue Macao, ex colonia portoghese.
Il mondo guarda
Il 2001 è un anno fondamentale per il quale la Cina ha varato il decimo piano quinquennale con l’obiettivo di ridurre le forti divergenze economiche tra, l’est più ricco e l’ovest.
Nota come ‘apertura verso l’ovest’, prevede progetti anche di dimensioni gigante come il gasdotto fra città di Urumqi nel Xinjiang con Shanghai, e la ferrovia che collega Pechino a Lhasa.
La velocità nonché l’impegno economico sono enormi e la Cina entra nel Club dei paesi importanti, diventa un “global player” anche fuori del Consiglio di Sicurezza ONU.
L’incremento demografico sotto controllo, la Cina moderna si occupa ad acquistare il suo posto da leader mondiale che a Mao era negato.
Con il proprio programma spaziale e le Olimpiadi del 2008 la Cina oggi è un pease d’avanguardia che dará una forte impronta al futuro del pianete terra. La Cina oggi si presenta come un paese moderno e molto efficace nel gestire anche impegni grandi come poche nazioni sul mondo.