natura e geografia
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La geografia del paese |
Il Nepal copre un area di 147,181 kilometeri quadrati, con un estensione nord-sud di 145-241 km e 850 km ovest-est. Si trova fra l'India a sud e la Cina a nord, con latitudine fra 26 e 30 gradi nord e la longitudine fra 80 e 88 gradi est.
Le altitudini variano estremamente fra il monte Everest (Sagarmatha) con 8.848 m e il punto più basso a Kechana Kalan (distretto di Jhapa) con appena 70 m. Racchiusa fra l'India e la China e si divide in tre (quattro) zone geografiche principali:
Il Terai
è la pianura a sud del Nepal, ovvero è parte della pianura del fiume Gange. è tropicale ed era fino ai anni 50 quasi del tutto giungla densa. Si trova qui il punto più basso del Nepal con 70m vicino alla città di Janakpur.
Con la crescita della popolazione, oggi le giungle nettamente si sono diminuiti. Ma sempre ancora prevalgono. I fiumi che scendono dalle montagne attraversano la pianura, che è riccha di fauna e flora. Infatti oltre 450 delle 800 specie di ucelli si trovano nel Terai. Una infinità di insetti e specialmente di farfalle spiccano fuori dai insetti.
Animali come il rinoceronte, il gharial (una specie di coccodrillo), cervi e antilope, buffali e leopardi si trovano nel Terai. Oggi il 48% della popolazione nepalese vive nel Terai, dove si trova la stragrande maggioranza delle industrie, facilitata dalle pianure e della vicinanza col India.
La terra fertile e la irrigazione permettono di coltivare svariati prodotti agricoli come riso, verdure, tabacco, canna da zucchero, canapa, cottone. Ben 40% dell'Terai e arabile, il resto coperto da foreste e giungle dense, racchiudeno il famoso parcho nazionale del Chitwan.
Il Sivalik
la prima catena di colline, non è sfruttabile bene per l'agricoltura e pocho popolato. Le Siwalik soffrono parecchio sotto la deforestazione. Alcune tribù "primitivi" si trovano ancora nei Siwalik.
Le colline Siwalik sono la linea, dove la faglia principale centrale della collisione fra subcontinente indiano e Eurasia sta alzando ancora l'Himalaya, formando l'altopiano tibetano e i monti dell'Himalaya. Non ha particolare importanza per il paese, essendo molto stretta, ospita però alcune delle popolazioni entologicamente più interessanti del paese come i Raute e Chepang. I Sivaliks si intendono integrati nel Mahabarat.
Il Mahabarat
le cui monti si alzano fino a 3.000m ed è la zona di maggior densità di villaggi e gente del Nepal. In questa regione si trovano le grandi valli fertili di Surkhet, Pokhara e Kathmandu. Le terazze di riso sono l'elemento più visibile, che possono raggiungere fino alle punte delle colline e monti. Predominante è l'agricoltura: riso, patate, verdure, grano, mais oltre ai buffali, capre e galline sono la fonte economica.
Ca. 46 % della popolazione nepalese vive in questa regione, che viene anche chiamato "Pahar". Assieme ai Sivalik, che spesso vengono non separati geograficamente, ammonta a ca. 42% del territorio del paese, con il 10% arabile.
L'alto Himalaya
è la zona più conosciuta del paese per le sue montagne che arrivano fino a 8.848m (Sagarmatha, Everest), 8 dei 14 ottomila del mondo si trovano in cinque zone diverse del Nepal:
il massiccio del Kanchenjunga, il massicio del Khumbu (Sagarmatha, Lhotse, Cho Oyu) e Makalu, quello del Manaslu, del Annapurna e del Dhaulagiri.
Infatti l'Himalaya non è una catena ininterotta, ma dei massici che crescevano ca. 600.000 anni fa nella seconda fase di collisione del subcontinente con l'Asia, interotta da fiumi come il Karnali da nord a sud, tagliando e formando quasi delle "isole" che sono attacati l'una col altra.
In questi punti si trovano ancora dei testimoni del "passato": aqcue termali (Tato Pani), risultato delle faglie geotetoniche.
L'alto Himalaya sparsamente abitato, ma porta forse i popoli più famosi: gli Sherpa, Lopa, Dolpa. Copre ca. il 35% del paese, ospitando solo il ca. 8% della popolazione.
Nel mondo animale si trovano Acquile, il leopardo delle nevi, il panda rosso, orsi, cervi e lo Yeti. Parte di questa zona, dal Mustang, Dolpa, Mugu e Humla (est-ovest) fa parte del altipiano tibetano (Transhimalaya) che ricevono scarsi o nessuna piogga durante il periodo delle piogge.
La fauna e flora |
La Flora del Nepal
In Nepal troviamo ca. 6.500 diverse specie conosciute di piante selvagge. Dalle orchidee con oltre 300 specie, alle arbuste rododendri, con oltre 30 varità, dalle svariate forme di bambù fino al loto e la stella alpina.
Nelle zone tropicali e subtropicali si trovano sopratutto foreste di Sal (shorea robusta) e la ceiba, il quale produce una specie di cottone.
Nelle giungle del Terai si trova anche l'erba "elefante" che ragiunge fino a sei metri, ideale habitat per gli elefanti. Salendo di altitudine si trovano querce, betulle e pini. Oltre i 2.500 metri si trova diffuso il rondodendro, raggiungendo perfino 18 metri d'altezza!
Assieme a loro, noci e coniferi si dividono queste zone. Nelle zone subalpine fra 3.000 - 4.000 metri troviamo abeti argentati, querci e il ginepro in zone asciutte.
Nelle zone alpine oltre i 4.000 metri, sopravivono in condizioni estremi specie come la stella alpina, ginepro nano e erbe.
La Fauna dell'Nepal
Oltre la tigre, il rinoceronte e l'elefante, il Nepal ospita oltre 800 specie di ucelli, acresciuto dalle specie mirgratorie. Dal airone, gheppio, aquile reali, fagiani e i gracchi ed infine il corvo imperiale, che abita le zone Transhimalayane.
I mammiferi, anche i già nominati inizialmente, si trovano sempre con meno spazio a causa della espansione della popolazione. Oltre la tigre reale del bengala, i leopardi sono molto diffusi, fra loro il famoso leopardo delle nevi, che vive fino ai 6.000 metri.
Il rinoceronte indiano o unicorno è il più grande in Asia, dove troviamo tre specie. Molto pericoloso, oggi si trova di nuovo in gran nummero in Nepal. L'elefante selvaggio invece è in pericolo serio di estinsione, come anche il delfino del Gange e il gharial o gavviale e il cocodrillo palustre.
Vi sono molte specie di cervi e antilope come il sambar, nelle zone subalpine rappresentati dal famoso cervo mosco, anch'esso in pericolo di estinzione. Nelle zone subalpine trovaimo anche l'orso nero himalayano, attivo durante tutt l'arco dell'anno.
Interessante è anche che si trovano solamente due specie di primati in Nepal, il diffuso macaco reso, che abita volentieri anche vicino al uomo, e l'entello, che preferisce le foreste. Mai scoperto ancora scientificamente lo Yeti, che abita nelle zone alpine e transhimalayane e si distingue in almeno tre specie, entrambi protetti dalla legge Nepalese!
Il clima |
Il clima generalmente subtropicale, si puo suddividere in quattro stagioni principali:
L'inverno
Piutosto freddo nel alta montagna con il monsone invernale di ca. 10 giorni in gennaio. In questo periodo le temperature nel Terai sono gradevole, nelle valli di Pokhara e Kathmandu gradevole di giorno e frescho di notte.
La primavera
inizia in marzo col aumento notevole delle temperature, fioriscono i Rododenri e i fiori; e inizia la stagione calda e secca, culminando in maggio con temperature nel Terai che raggiungono anche oltre 40 °C!
L'estate
arriva con le piogge, da meta giugno i contadini iniziano a trapiantare il riso nei campi proprii. Il monsone, con le sue piogge tiepide, rinfresca ma umidifice anche l'aria, il paese cambia volto in tempo strettissimo: il verde subtropicale trasforma il Nepal in una unica giungla, mentre le alte montagne vedono fiorire la natura nelle valle e le vette del Himalaya si imbianciscono ancora di più!
L'autunno
è la stagione più amata con la raccolta del riso, ormai di color d'oro, e il paese verdeggante con un cielo limpido e viste sui monti meravigliose. E in genere caldo di giorno e gradevole di notte nelle valli, invece nelle valli alti delle montagne le notti possono essere già fresche (oltre i 3.000 m). Verso dicembre inizia di nuovo la stagione invernale del ciclo descritto.
Ecologia |
L'Himalaya e le giungle che lo confinano verso sud, erano fino ai anni 50 conosciuti come "Shangri La", dove la Tigre e il uomo convivevano in pace.
Anche se questo era solo l'immagine, forse 100 anni fa era ancora realtò. Il sistema del Himalaya - sottoposto a attivitò sismiche - con i suoi valli ripidi,durante i monsooni soffre di frane e sovrapopolazione che - momentaneamente inversata - con la richiesta di legna come fonte primaria di energia ha contribuita fortemente al degrado delle foreste e giungle subtropicali del Nepal.
Infatti, i boschi coprono solo ancora ca. il 25% del territorio nepalese, e anche se oltre 13% del territorio sono parchi naturali o zone protette, il governo difficilmente controlla usufrutto della legna. Questo anche perche dai anni '60 i boschi non sono più propietò delle communitò locali, ma del governo centrale a Kathmandu. Anche la migrazione dalle montagne verso le colline pre-himalayane ha contributo al deforestamento di interi distretti.
L'organizzazione per le tenute governative stessa spesso ha contributo alla deforestazione con vendite di legna esagerata o adirittura "illegale".
Il governo centrale cerca attualmente di ridare con progetti di sviluppo i boschi in parte ai vecchi propietari, che sembra sia un sucesso pieno dove implementato.
L'industria non contribuisce in modo deteremiante al inquinamento, poichè quasi inesistente. Dove invece esiste, non bada argomenti ecologici e cosi i centri urbani nel Terai e la valle di Kathmandu soffrono sotto l'inquinamento industriale.Particolarmente la valle di Kathmandu, e qui sopratutto la capitale stessa soffre dal traffico, dalle industrie ed il mancante sistema di riciglaccio dei rifiuti. Oltre 100.000 veicoli dalle motociclette ai camion affollano le strade maltenute nella valle.
Revisioni "finti" e scarcichi neri costringono la gente di portare maschere e i medici e scienziati hanno da tempo iniziato a indicare sulle conseguenze e malattie respiratorie in connessione al inquinamento dell'aria. I fiumi della valle, in mancanza di scarici, sono in realtà discariche, che nemmeno il monsoone riesce a pulire. I fiumi sacri sono diventati velenosi a tal punto, che biologicamente sono morti.
Il paese, avendo difficoltà di dare una vita degna alla sua popolazione per vari motivi, non ha fonti economici per risolvere i problemi imminenti in breve tempo. La corruzzione, il sistema sociale, aiuti sbagliato o misusati in largo nel passato (e presente), tutti questi ed altri fattori hanno contribuito alla situazione attuale. Nel ambito nazionale statisticamente non sembra molto grave l'inquinamento, ma nei centri urbani crea situazioni impossibili per vivere una vita sana per chi ci vive.
Le sensibilizione della gente nei ultimi anni, sopratutto nelle città grosse, ed la sofferenza vissuta di essa, ha portato anche qualche aspetto positivo, sono divenuti popolare gli "rikshaw" elettrici, anche con prezzi leggermente superiori in confronto a quelli a diesel. Qualche città (Hetauda) ha iniziato a vietare l'uso dei sachetti di plastica e aumentono le iniziative ecologiche sia da privati che dal governo, che vengono discussi anche sui giornali.
Un divieto dei famosi Tuk Tuk a diesel da metà settembre 1999 e un divieto generalmente in Nepal dei prodotti di plasctica è in discussione. Infatti, la produzione di canapa sta riprendendo leggermente dopo anni di declino, contribuendo cosi molto alla economia locale.
Le risorse |
Per il sviluppo del paese, diventano sempre più importante le risorse naturali che possiede. Anche se fino a pochi anni, nessuno sembrava di interessarsi. Nel corso della globalizazzione, sempre piu' imprese multinazionali si interessano delle risorse naturali del paese, che principalmente sono:
Acqua
Si stima il potenziale idroelettrico del Nepal del 99 volte più alto in quanto uttilizzato. Senza dubbio la risorsa più importante del paese. Si estime che ci sono oltre 6.000la fiumi con oltre 46.000 km di lunghezza. Sopratutto i ghiaccai del alto Himalaya forniscono l'acqua.
Si sta cercando di allargare l'utilizzo di queste risorse, avendo un grande vicino affamato di engergia: l'India. Ma anche il paese stesso ha bisogno di ulteriore sfruttamento delle risorse idroelettriche.
Minerali
Primi esplorazioni scientifiche riportano che il Nepal disponerebbe di ricche risorse minerali, che non si sfruttano per mancanti ricerce specifiche e investimenti/fondi a disposizione oppure per problemi politici. Sono accertati risorse di ferro, rame, oro, piombo, zinco, olio crudo e gas, grafite, zolfo ed altri minerali. Lo sfruttamento di queste risorse communque rimane nel futuro remoto probabilmente.
Foreste e giungle
Una delle risorse più sfruttate, coprendo il 90% del fabbisogno energetico del paese e il 50% come materia primaria di nutrimento animale domesticati. Il paese sfrutta avvolte a livelli allarmanti, anche se nei ultimi anni si verificano miglioramenti e sembra che la diminuazione globale nel paese delle foreste e giungle sia fermato, anche se in certe zone meno che in altre. Il governo centrale controlla rigorosamente l'utilizzo delle foreste, ultimamente ridando sempre più responsabilità ai villaggi stessi, che significamente ha contribuito al riprendersi delle foreste.
Erbe medicinali e genetica
La maggior parte delle erbe medicinali del Nepal non sono ancora stati sottoposti a serie ricerche scientifiche, anche nonostante essendo importante nella medicina tradizionale e quella ayurvedica.
Lentamente ci si accorge del valore di queste piante per la medicina. Il Nepal, non dispondendo di leggi particolari e le risorse finanziari, rischia di perdere i diritti genetici, le quali certe multinazionali cercano di aquistare per un futuro commercio.
Inffati, il paese è molto cautelo con ricerche scentifiche estere e spesso da punizioni severe a scienziati che ricercano illegalmente.
Molto ricercato sono ovviamnete le "erbe" particolarmente esotiche e richieste sul mercato asiatico, dove il "Yarsa Gumba" o "Viagra naturale" (vedi foto accanto) dei pascoli del Ovest del Nepal trova grande richiesta e quindi è in pericolo.
Diverse aziende hanno scoperto che il clima delle colline pre-himalayane è molto adatto alla coltivazione delle erbe medicinale e questo potrà nel futuro diventare un alternativa interessante per le popolazioni locali come fonte economica.