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 Politica e economia

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Amministrazione

Administrativamente il paese è suddiviso in 75 distretti. Sedici distretti formano nel nord la zona montagnosa, 39 la zona collinare e 20 la zona del Terai. 16 distretti si trovano nella "Eastern Development Region", 19 nella "Central Development Region" 16 nella "Western Development Region", 15 nella "Mid-western Development Region" e 9 nella "Far-Western Development Region" del paese.

I distretti sono ulteriormente suddivisi nei "Village Development Committees" (VDC) e communi come entità amministrativa locale. Per svariate ragioni, il nummero e la grandezza di queste unità cambia spesso. Attualmente di sono 3.913 VDCs e 58 città includendo una "Metropolitana" (Kathmandu) e 4 "Sub-metropolitane".

VDC e città sono subdivise in utnità chiamate "Ward" (frazione, quartiere). Ogni VDC si costituisce di 9 Ward. Ogni distretto ha un ufficio distrettuale, sotto la direzione del "Chief District Officer" (CDO), che rappresenta il governo centrale, coordinando le varie attività administrative e di sviluppo, possedendo ampii poteri.

IL Governo (vedi stori del paese per ultimi sviluppi)

Il Nepal ha "adottato" principalmente il sistema inglese di monarchia costizionale, con il re come sovvrano al paese, ma con pochi poteri administrativi. Possiede invece come compromesso politico del 1990 la sovranità sul esercito, la Royal Nepal Army.

Il governo tiene i poteri administrativi e di pubblica sicurezza, e la terza forza è quella giuridica.

Il parlamento si costituisce di due "camere", complessivamente costituito da 500 parlamentari, che formulano e approvano le leggi del paese.

Dopo la "restorazione" della democrazia nel 1990, il paese gode una democrazia parlamentare monarchica, simile a quella britannica. Nonostante questo, pocho si è cambiato visibilmente per la popolazione. Maggiormente illiterale, non ha controllo effettivo sulla politica del paese. Infatti la stragrande maggioranza dei deputati appartiene alle caste alte dei Bramini, Chetri, Rana e Shrestha.

Le caste...

Il sistema sociale delle caste, anche se abolito ufficialmente da decenni, regola le relazioni fra i popoli diversi e le classi diversi al interno essi a secondo il Muluki Ain (codice sociale) Hinduista. Questo sistema funzionava affinchè il sistema "feudale" dei Rana esisteva, in quanto i Rana sorpresarono il popolo in ogni libertà personale o politica.

Le caste sono quindi sia classificazione tradizionale più sociale, sia sistema da oppressione di chi non è di casta alta o dispone di richezze notevoli (raramente). Questo sistema di potere anche trasformatosi in uno politico, si riflette nelle rappresenza strabordante di Chetri e Bramini nella burocrazia, politica e ovviamente e storicamente-religiosamente fondata quasi totale presenza nella religione statale. Cosi quasi tutti i posti nella amministrazione, educazione, governo e sul mercato sono in mano di queste caste.

Nonostante questo, una grande fetta dei popoli non appartenendo al Hinduismo, vive senza il sistema adattato direttamente, ma sottilmente acettandolo come sistema anche adattabile fra loro. Anche diversi popoli di ceppo tibetano conoscono una gerarchia di stampo casta.

Nella realtà del paese, il sistema è largamente usato in Nepal per regolare le relazione, ovviamente a favore dei potentati e dei "pujari" sempre ancora come da centenni.

Questo sistema viene rigorosamente usato dalle caste alte per tenere sotto controllo la grande maggioranza della popolazione. Lo illumina un articolo di un giornale nepalese, dove viene riportato la seguente storia:

A Udaipur, un Dalit (casta "bassa") di nome Nir Bahadur, venne maltrattato dai proprietari della casa di Daya Ram Kafle, Bramino di casta, perche il primo entrava nella sua casa "per caso". La casa era di propietà del fratello di Nir Bahadur, che vendesse la casa a Daya Ram Kafle appena un mese prima.

> Il fatto di essere di casta bassa era sufficente per bastonarlo, assieme col'aiuto di altri conpaesani, e di richiederli 4.000 Rupie come "multa" per essere entrato nella casa e di averla "impurificata", nonostante Nir Bahadur non era consapevole che la casa era venduta dal fratello.

Il sistema delle caste non porta ugualianza e rispetto fra la gente e spesso ci sono lite per ragioni di purezza e di appartenenza a caste. Anche molti popoli non acettano la sovranità dei bramini Hindù su di loro. Ovviamente i tempi moderni influenzano il sviluppo culturale, sociale e umano. Ma passerà ancora del tempo affinchè questo capitolo negativo sociale verrà buttato via e rimanerà un ricordo storico.....

La ribellione maoista

Il sviluppo politico nei anni'40 del ultimo secolo, quando I Rana vennero costretti dai ribelli "Congressissti" nel Terai a riconoscere che i nepalesi potevano anche organizzarsi in militzie, era il primo evento di rebbellione non di un popolo contro un re a Kathmandu, o un conflitto fra due regni piccoli. Era infatti la prima ribellione armata nella storia del Nepal moderno.

In seguito di diversi tentativi di realizzare una "democrazia", coronati di fallimentonei anni '50 e '60, la dinastia dei Shah prese sotto re Mahendra il potere assoluto. Solo nel 1990, con il movomento democratico del "Jana Andolan" si ritorna al sistema "democratico". Le elezioni del dopo '90 erano contestati da oltre 30 gruppi politici, fra di loro anche il partito Nepal Communist Party (Maoist).

Nel Humla e Mugu, nel 1999 almeno 400 persone morissero di fame, dove su pressione della Asian Developement Bank (sic!), il governo ha chiuso dei depositi di grano e viveri nella zona interessata. Solamente dopo un intervento da parte del quotidiano "Kathmandu Post", il governo, visto la popolarita del giornale, mandai dei supporti nella zona, ma troppo tardi per 400 persone..

La situazione nei distretti lontani, dove forse pocho o niente si cambia in positivo, l'abisso fra le popolazioni che hanno accesso alle infrastrutture moderne e quelle senza acesso si allarga, lasciando indietro la gran parte della popolazione, supportando pochi che sfruttano la situazione con la protezione del potere centrale. Un ottimo clima per la resistenza Maobadi, che nonostante accusata anche essa d'abuso dei diritti umani, raccoglie simpatia anche fra la popolazione "educata" e moderata.

I Maoisti non videro le loro richieste politiche realizzate, ma videro anche, che a secondo loro, i partiti politici al governo e in parlamento non riflettarono il popolo.

Mentre i politici nepalesi dei partiti grandi si occuparono più della lotta per il potere, nelle regioni del Far West Nepal, da sempre isolata e remota e con pochi collegamenti al resto del Nepal si stava formando le resistenza contro il "estabishment reazionario" di Kathmandu. La situazione sociale e il degrado generale del governo, la corrozione enorme, il totale bancrotto del sistema previdenza sanitaria, crearono una situazione insopportabile per una grande fetta della popolazione "normale" sopratutto nel Hinterland nepalese.

Fu questo la base del sucesso del movimento maoista, che si prese queste questioni e le cerca di risolvere con l'unico modo rimasto a loro nella loro stessa ottica.

Noto come "Maobadi" (sentiero di Mao), i Maobadi dichiarono la "guerra popolare" contro il governo il 13 Febbraio 1996. Usando la situazione confusa del potere governativo, dove partiti e politici intrigarono contro se stessi, i maobadi presero sotto loro "controllo" sempre più distretti.

Ignorati dai politici a Kathmandu, il movimento maobadi si diffuse su altre regioni ed suscitò una campagna reppressiva del governo. Fino a Dicembre 2004, oltre 7.000 persone sono state arrestate, di cui tanti rimasti richiusi in galera. Le casualità sono ormai oltre 10.000, tra loro 7.000 ribelli maoisti, ma anche poliziotti, civilisti, politici di tutti partiti.

Ribelli maoisti I Maobadi sono una forza di potere in assoluta opposizione al governo centrale, di fatto controllando vari distretti remoti come Rukum, Jagarkot, Sankhuwasabha, e Rolpa.

La popolazione, sotto tiro dei Maobadi e dal governo, impaurita, rimane vittima di reppressioni, risultando nelle prime migrazioni interni a causa di questo conflitto interno per il potere. La realtà crea ingustizie, fame e ribbellione contro l'elite politica, l'economica e il sistema stesso.

Avvendo relativo supporto nel paese, sopratutto nella parte occidentale, i Maoisti hanno ottenuto importanza e influsso notevole oggi.

D'altra parte, i Maoisti vengono spesso accusati anche loro di abuso dei diritti umani recentemente, di recrutare soldati bambini, forzando "tasse" dalla popolazione e discriminendo chiunque non sia d`accordo con loro, ove hanno influsso o il potere lasciato a loro dal governo.

Sono accusati di omicidi e fucilazioni di poliziotti che si arresero a loro a Rukum e Dailekh, ma anche di persone civili che si oppongono a loro o che sono accusati da loro della collaborazione con il governo. Ammnesty International accusa oggi non solo il governo, ma anche i Maoisti di grave violazioni dei diritti umani. Ammnesty International ha infatti scritto nel Gennaio 2005 una lettera aperta al leader maoista Prachanda chiedendo che i stessi maoisti acettassero i diritti umani nelle loro zone di controllo.

La corruzione

La corruzione ha dimensioni enormi nel paese, economiche e amminstrative. La strutturazione sociale ancora basato sulle caste, assieme ad un feudalismo sfrenato sono fonte di ostacoli quasi insuperabili per lo sviluppo del paese.

Purtroppo la maggiornaza stragrande parte dell'amministrazione, dell'elite dell'paese nonche delle Onlus nazionali (e anche internazionali) sono oggi sotto pesante accuse provate e no di corruzione.

La corruzione di fatto rimane il problema principale per un sviluppo del paese e per la pace, ma sarà difficile (come nel resto del mondo), a eradicare questo sistema criminale a danno della società nepalese.

L'agricoltura

Il Nepal, è un paese prelevamente argrario, con l'industria pocho svilupata che produce tappeti, sigarette, bibite, software per computer, acaio, vetro ed prodotti alimentari. L'infrastruttura, con appena 13.000 km di strade che collegano i centri urbani e pochi distretti del paese, impedisce un svilluppo breve, dando importanza al sistema di portatori che istribuiscono le merci nelle zone rurali.

Le classe basse, cioè piccoli contadini, lavoratori e impiegati hanno pocho da ridere, in Nepal la economia è in mano di poche famiglie ricche. La dissocupazione infatti raggiunge livelli altissimi (ca. 45%), che grazie all sistema sociale delle grandi famiglie non pesa troppo sulla società al primo sguardo.

La grande maggioranza dei popoli nepalesi lavora nella agricoltura, dove sia i redditi dei proprietari, che i stipendi operai sono minimi se non per i grossi latifondieri, che possiedono immensi aere agricole. Il contadino medio-piccolo riesece malamente competere con la produzione industriale agricola della vicina India.

I margini sono miseri per poter investire, la conoscienza "cooperativa" come nel occidente, dove vari agricoltori si mettono assieme per svariati argomenti, manca o e ostacolata dal sistema delle caste, favorendo l`abuso da parte dei propietari di grossi terreni della situazione loro.

L'industria

L`industria ha relativamente poco influsso sull`economia di grandi parti della popolazione, producendo prevalenetmente tabacco, cemento, tè e caffeè raffinato, tappeti, saponi, software, apparati elettrici e elettronici, vestari, Pashmina oltre ad altri prodotti di primario interesse.

Gli operai e dipendenti sono pocho organizzati, e se, i sindacati sono strettamente affilati ai vari partiti politici. Di conseguenza, le organizzazioni sono sopratutto guidati a secondo gli interessi politici pur che gli interessi dei iscritti.




 Cooperazione

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Solo il 15% della popolazione nepalese accede a elettricita', il 40% a "strade" (15.000 km di cui 1.700 km nella valle di Kathmandu), il 8% ad acqua potabile e meno del 15% accede ai media nuovi come Internet/fax e telefono.

Nel 1970 la Nepal Rastra Bank ha estimato il 33% della popolazione vivendo al di sotto del minimo vitale. Nel 2001, questa percentuale è aumentata al 43%! (National Household Survey Report, Central Bureau of Statistics, Kathmandu). Solamente il Bangladesh si trova in una situazione peggiore del Nepal nella regione.

Considerando che il Nepal riceve piu soldi per capita in Asia di aiuti internazionali pro capite, è comprensibile che essi devono in gran parte finire in canali sconoscuiti (ma ben conosciuti). Anche dopo decenni di aiuti internazionali, la situazione si svillupa lentamente, parte per causa dei sistemi governativi di gestione dei fondi, parte causa di "perdite" e il fatto che ne governo, ne donatori, ne NGO o INGO devono corrispondere al pubblico dell'uso dei fondi o della efficenza dei progetti, che in gran parte sono semplicemente da definire fallimmenti totali. Il tutto forse si spiega nel contesto di un "mercato" di migliaia di milliardi di Euro per lo sviluppo dei paesi "in fase di sviluppo" ...

Con oltre 28.000 ONG e INGO (organizzazioni non governative nazionali e internazionali) in Nepal, negli ultimi 19 anni di mia presenza, a vista mia, niente o pocho sembra aversi cambiato per la gente commune. Su ogni 2000 persone in Nepal si conta una ONG o INGO, le quali possono importare beni dal estero senza pagare tasse d'importazione, non devono rispondere al pubblicco o governo della gestione dei fondi o dei rapporti annuali di introiti.

Sembra che quasi ogni ONG debba avere un palazzetto, varie vetture di "lusso" che portano estranei al shopping, o ad un picknik. Non è un segreto che tanti ONG servono per arricchire i membri del "Board", invece di dare sostegno a chi ne avrebbe bisogno e per le cui richiedono aiuti da donatori. Maggior nummero dei uffici sono basato nella valle di Kathmandu, dove costruzioni impressionanti e flotte di Jeep grossi e lussuosi (i famosi Pajero) trasportano spesso altri in giro per il shopping, ma servono pocho per arrivare nelle zone vere rurali. "Esperti" ben rimborsati con tariffe spesso esorbidanti (5.000 USD al mese e oltre) si confrontano con volontari che con pocho salario lavorano in campo.

Contando i soldi ricevuti solamente nei ultimi 10 anni, il Nepal dovrebbe aver fatto un salto ben visibile, ma purtroppo non è cosi. Chi si fa un pensiero...

Alcuni hanno pure scoperto il mercato di "viaggi solidali", con visite nei loro progetti per dimostrare cosa stanno combinando di bene nel paese.. viaggi che dovrebbere sostenere i progetti... Chiedete a chi vi chiede sostegno per aiuti, informazioni chiari e dettagliati su come vengono spesi i soldi, come distribuiti e a chi e come controllato lo stesso, quanti soldi so spende per burrocrazia: vi risponderà ben chiaro se non hanno da nascondere niente.

Questa critica non deve però essere presa negavivamente per tutti progetti e ONG. Ci sono dei esempi buoni e produttivi che valgono il supporto. Ma sono solitamente i piccoli progetti, che costano solitamente molto meno dei grossi.

Il tutto non può cancellare il fatto, che nemmeno il governo è in grado di presentare cifre esatte sul uso dei soldi dati a se per uso in progetti a tal esteso, che ripetutamente è stato avvertito di eventuali conseguenze negative dal Giappone e dalla Germania nei ultimi anni, se non controlla meglio l'uso delle donazioni...

Il tutto sommato, tanti soldi attirano persone e il misuso dei fondi, che hanno communque anche dato aiuto. Forse quello che serve è un controllo migliore dal donatore e la trasparenza totale forzata alle organizazzioni, non solo nepalesi che ricevono questi importi, ma anche a quelle che chiedono al pubblico soldi e donazioni in Italia per progetti al estero. In Nepal sarà la responsabilità del popolo e della classe governativa di cambiare il loro paese nel futuro a venire in un paese dove possono vivere tutti umanamente e degni.




 Questioni sociali ...

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La situazione delle donne

Le donne, a secondo la casta o religione, hanno pocho da ridere nel vero senso della parola. Una ragazza, considerato dalla nascita un peso per la famiglia in generale (che non vuol dire che non vengono mai amate). Infatti, per sposare una figlia, spesso devono pagare cifre grosse alla famiglia del futuro sposo, che indebitano la stessa per anni e anni.

Qiundi ogni "spesa" ulteriore si evita, niente scuola, tanto lavoro. Sopratutto fra famiglie Hindu, dove le ragazze e donne si alzano per primi per svolgere i lavori anche faticosi, per servire ai mariti e fratelli, i quali godono della massima autorità e la possibilità di andare alla scuola. Oltre ai lavori in casa, svolgono i lavori nei campi, spesso e volentieri anche molto più che i loro uomini.

Donne nepalesi ancora oggi sono deprivati dal diritto di eredare, non possono registrare i neonati senza consenso del marito, sono sottorappresentati a ogni livello nelle istituzioni e vengono sottopagati per il stesso lavoro.
Situazioni che si potrebbero continuare a descrivere quasi al infinito.

La prostituzione e il commercio donne

Un nummero indefinito di ragazze, ogni anno viene venduto in India, dove servono come prostitute nei grossi centri urbani com Delhi o Mumbai (Bombay). Il sistema è sempre lo stesso: arrivano dei uomini nei villaggi remoti e poveri, promettendo di sposare la figlia (senza chiedere soldi dai genitori) o con offerte di lavoro nelle città grandi del Nepal.

La proposta spesso interessante per una famiglia povera, viene acettata e la ragazza sposata o data via nella speranza di avere un problema in meno o di averla in mano buone. Una volta sposato, la coppia parte dal villaggio per intraprendere il viaggio, che finisce direttamente nella prostituzione. Si pagano buoni prezzi nell'India per ragazze nepalesi, considerati particolarmente belle.

Altre donne, che hanno perso il marito, spesso non hanno scelta per dare cibo ai piccoli bambini, cosi si decicano senza alcuna prospettiva altrove alla prostituzione, finendo spesso in cosidetti centri di massaggio, anche offrendosi ai turisti, come avviene spesso a Thamel. Ovviamente non tutti servizi di massaggi sono una copertura per la prostituzione, ma nessuna donna nepalese si decica volontariamente alla prostituzione.

Bambini

Un agricoltore nepalese, deve per poter lavorare e coltivare i proprii terreni, usufruire dell'aiuto dei proprii figli, naturale in nuclei famigliari piccoli in campagna in tutto il mondo.

La povertà non lascia sempre però spazio, e spesso la incapacità di nutrire tutti i membri delle famiglie nelle regioni più povere del paese, costringe i genitori spesso a mandare via i proprii bambini nella speranza di trovare lavoro o sostegno altrove. Una realtà triste, ma vera. Arrivano cosi ogni anno centinaia di bambini nei grossi centri urbani, dove devono trovare lavoro sotto condizioni spesso anche orribili. Producono tappeti, mattoni, servono nei ristoranti, normalmente misusati a tutti livelli dai loro padroni.

Bensi la realtà del paese implementa che aiutino alle famiglie, le loro condizioni sono spesso precarie, appena che lasciano la stessa, dovendo lavorare per 10/14 ore al giorno per il vestario, pernottamento e cibo come "paga", tutto ovviamente di qualità scarsa per aumentare ancora il guadango del "signore", che probabilmente è una persona di rispetto...

Famoso la storia dei bambini che devono lavorare nelle fabbricche di mattoni, svolgendo lavori estremamente duri, o nei alberghi "economici" di Thamel, dove minorenni per poche Rupie (1.200- 1.800) lavorano.

Possiamo aiutare? Certamente si, dobbiamo rifiutarci di usufruire dei servizi prestati a noi dai bambini nei alberghi, e anche se un 15enne portatore costa di meno, non prendiamolo. I bambini e ragazzi devono andare a scuola, non al lavoro, devono poter trascorrere una gioventù bella nel ambito del possibile.

Diritti umani

Appena nel Giugno del 2000la si ha costituito il Comitato nazionale per i diritti umani (Human Rights Commission, HRC), guidato ironicamente da un ex-giudice famoso sotto il sistema del Panchayat. Senza personale e propri uffici. Ammnesty International accusa il governo di abuso massivo dei diritti umani, la polizia di omicidi politici. Niente sorprende in Nepal.

La guerra civile, che ormai non si riesce nascondere, si svolge nel estremo ovest del paese, con migliaia di morti (vedi anche la storia recente del Nepal).

Anche se il governo lancia delle iniziative posiive sporadicamnete, essi spesso sono solo "make-up", come il pagamento dei debiti dei Kamaya, che per generazioni sono stati sfruttati dai Zemidar, proprietari di terreni grossi. Per un prestito di pochi soldi, chiedono interessi che rapidamente gonfiano il prestito da ripagare, facendolo impossibile per il debitore di ripagare il debito originale di poche Rupie.

Cosi il debito cresciuto costringe il povero a lavorare per il signore, e ben presto tutta la famiglia. Questo sistema tiene da 40.000 a 80.000 lavoratori (e le loro famiglie) in uno stato di schiavitù. Forse nel corso di questo anno, ben dopo 10 anni di democrazia e critiche continue, il governo nepalese implementera una legge che punisce questo sistema, liberando i schiavi finalmente, poiche lo sistema sarebbe illegale ufficialmente da anni, ed il governo finora preferiva di liberare un nummero molto simbolico di schiavi, pagando il debito ai loro "proprietari", invece di metterli dietro le sbarre.

Purtroppo l'elite del paese ha interessi ben diversi che di servire al paese, e tiene stretta mano sul paese, trasformandolo da una democrazia teorica in un paese dittatorale con mantello democratico per sfruttare il proprio popolo e il momento.

Previdenza sociale

Chi fortunatamente lavora per il governo, accede ad assistenza minima, altrimenti sta fuori da ogni assistenza. Raro le ditte private offrono assistenza sociale ai proprii dipendenti.

Per fortuna della grande maggioranza, i popoli nepalesi hanno delle strutture sociali ben funzionanti fra di loro, sia nella famiglia, sia nella communità locale. Se si allontanano di essi, come avviene se vanno nei grossi centri urbani, per la gente migrata in ricerca di lavoro, non ci sono ne aiuti governativi, ne della loro casta o del loro clan.

Poiche l'assistenza medica è costosa, poche persone si possono permettere un intervento ospedaliere di un certo costo, se non finianziato da strutture volontari o su debiti. Lo stato da pochi aiuti, cosi elemosi sono una delle fonti per raccogliere i fondi per cure mediche. Infatti richiedere elemosi non è per se stesso malvisto in Nepal per scopi medici. Bisogna communque sapere che tante communità religiosi e sociali trdizionali si occupano di persone svantggiate. Purtroppo troppo poche per troppe persone.

Maggior problemi conessi derivano communque dal fatto che i centri urbani subiscono una migrazione che non possono compensare. Katmandu in particolare attrae migliaia di persone ogni anno, che la città non riesce a "digerire", e il vecchio sistema dei "Dharamsala" (posti pubblici per dormire) non trova spazio nei quartieri nuovi, lasciando tanta gente pocha scelta.

Sta a chiedersi, se questo non sia colpa della gente stessa, nonostante che il governo interviene di pocho o niente. Qualora sia la ragione, rimane il fatto che la gente povera aumenta in percentuale ogni anno in Nepal, in contrasto totale della nuova elite dei ricchi. La mancanza di ogni sistema di prevenzione costituisce uno dei grossi problemi del paese da risolvere nel futuro.

Non è svilluppato un sistema di sicurezza sociale di prevenzione sanitaria o di pensione. Esistono pochi ospedali e su un dottore si contano in media 27.000 pazienti. Un nepalese di media guadagna ca. 210 dollari americani annualmente, così il Nepal statisticamente è uno dei più poveri paesi del mondo, in contrasto totale dei veicoli del tipo Jeep di lusso a Kathmandu.

Ovviamente una persona a Kathmandu guadagna notevolmente di più che un contadino del Dolpa o un pastore nel Milke Danda, ma la vita a Kathmandu è costosa per un nepalese e il guadagno medio di un operaio attorno i 2.500 Rupie per oltre 8 ore e sei o anche sette giorni la settimana, con pocho o niente di ferie e cosi via.

Pertanto un sistema previdenziale conosciuto come in Italia, non esiste nel paese. Il governo non è in grado di fornire i servizi sociali.




 Solidarietà

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Vivendo e lavorando in Nepal, la realtà della vita quotidiana, i problemi, le difficoltà giornalieri della gente locale, spesso sono molto pesanti.
Questo da sempre ha spinto noi di ridare al paese in scambio di quello che ci tiene qui e ci ariccha la vita: spiritulaità, valori di vita e la compassione per l'altro, in tradizione del Budda, che insegna anche oggi come 2.600 anni fà, la via della compassione per raggiungere l'ultimo scopo della vita: l'illuminazione.

Chi spende migliaia di Euro per raggiungere altri paesi, nella nostra opinione, può anche contribuire qualche Euro per aiutare a chi ne ha bisogno al momento, anche perche se noi avvesimo bisognio, saremo grati di ricevere aiuto, no?

Non è questione di come, ma importante di non dimenticarsi che niente sia fisso e sicuro, forse un domani non abbiamo soldi, casa, lavoro. Diventessimo anche noi insomma come quelli che ci stanno chiedendo pochi centesimi in strada (non i bambini e mendicanti professionali indiani).

Per questo, da anni aiutiamo privatamente a bisognosi, distribuendo vestario che ci lasciano amici Italiani per distribuirli a gente povera o famigliari dei portatori, medicinali per centri sanitari che assistono anche gratuitamente chi non può pagare.

Aiutare è possibile, con contributi finanziari e non. Possiamo prendere responsabilità per bambini e studenti, pagando le spese scuola. Possiamo supportare ospedali, possiamo fare molte cose piccole oltre la distribuzione di caramelle e saluti gentili (ma imbarazzati dalla povertà presentandosi a loro) ai poveri di strada e campagna.

Siete benvenuti se volete contribuire anche voi, Navyo Nepal sostiene molti progetti piccoli.

Ogni viaggio che organizziamo per voi, è anche impegno nostro di contribuire ad un progetto o iniziativa nel paese. Anche per ringraziarlo che ci ospiti e ci da cosi tanto.




 Il turismo

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Dal 1951 il paese si è aperto ai viaggatori, allora erano scienziati, enthnologi, a rcheologi e sopratutto i scalatori delle vette alte del Nepal. Negli anni '60 ca. 600 visitatori visitarono annualmente il Nepal, per incrementarsi nei anni '70 a 50.000 e succesivamente a 120.000 visitatori nei '80 fino ad arrivare ai attuali 450.000 circa.

Nei anni avenire si aumenterà ancora il nummero di visitatori, sopratutto per l'incremento dei turisti dal subcontinente indiano e dalla Cina. Il turismo è una delle principali fonti di valuta estera (ca. il 40%)per il paese, ma poco come settore economico (4% del PIL). I centri turistici sono Kathmandu e la sua valle, Pokhara ed il Chitwan.

Ca. 70.000 persone escono per fare escursioni (trekking) dove 40.000 camminano lungo il Kali Gandaki e Marsyadandi attorno il Annapurna Himal, 20-25.000 visitano la zona dell'Everest (Sagarmatha) e 5.000 le valli del Langtang e Helambu. Il resto si sparge fra Mustang, Dolpa, Kanchenjunga ed altre zone remote.


Nell'anno 1999, dei 480.000 turisti che visitarono il paese, la grande maggioranza proveniva dall'India (160.000). I turisti Italiani si aggirano attorno 11.000.

Nei anni sucessivi communque il turismo ha visto un declino drammatico dei visitatori ad appena 299 000 nel 2001 e 215.000 nel 2002. Dopo la stabilizzazione politica del Gennaio 2003, nonostante la SARS e la guerra del Irak, il nummero dei arrivi turisitci sta riprendendo lentamente, raggiungendo nel 2004 nuovamente i oltre 350.000. Visto la situazione politica, un ottima ripresa, confermando la fiducia dei turisti nel Nepal.visitatori

Il turismo contribuisce nonstante il tutto notevolmente al mercato di lavoro con le stime che variano dai 500.000 fino fino a ca. 1.500.000 di persone direttamente e indirettamente coinvolte nel settore turismo a secondo le fonti diversi.

Turismo e impatto ambientale

Il turismo in Nepal si concentra in sintesi su poche zone: Chitwan, valli di Pokhara e Kathmandu, la zona dell'Annapurna e Khumbu Himal come il Langtang.
Sopratutto il parco nazionale Sagarmatham e il Annapurna Conservation Area hanno problemi con il nummero di visitatori, poiche la sensibilità ecologica sia dei visitatori che della popolazione purtroppo è bassa.
Parecchi turisti non rispettano le minime regole per la protezione ambientale per pura comodità o risparmio, usando prodotti igenici chimiche, usando doccie calde alimentate da fuocho, nel pensiero "dopo di me...". Bensi capibile il bisognio di pulizia nostro, il turista in generale per puri motivi egoistici, contribuisce alla e degenerazione ecologica, pur potendo evitarla semplicemente rispettando poche regole (vedi anche sotto tuttotrekking: ecologia).

I trekker "indipendenti" diventano spesso pericolo ecologico evidente nelle zone battute, ma anche i gruppi organizzati spesso non rispettano il minimo impatto. Ho potuto vedere di persona rifiuti buttati via di un gruppo di svizzeri (i prodotti indicavano lo stesso), che ho fotografato in un campo abandonato nei pressi del Kagmara-La (Dolpa), neanche un prodotto nepalese si trovava nei rifiuti! Positivamente l'ACAP ha introdotto un servizio "acqua pulita" sul periplo dell'Annapurna per incentivare gli escursionisti a rinunciare alle bottiglie PET di acqua minerale.

Chi sarà il viaggatore più ecologico è difficile da stabilire, visto che tutti si ambientano difficilmente e le bottiglie di birra e altre bibite si trovano da pertutto sui itinerari trekking popolari. Per risparmiare pochi soldi, noi turisti in viaggio, distruggiamo la natura di cui nemmeno siamo proprietari. Il governo cerca in parte di controllare la situazione, ma l'interesse vitale e l'ecologia si scontrano in un paese in via di sviluppo. L'interesse dei viaggatori di trovare un paesaggio incontaminato, contrasta con il loro stesso comportamento. Cosi si dovrà trovare una soluzione accettabile per tutti coinvolti per migliorare la vita delle genti che ci vivono e soddisfare i sogni dei visitatori.

Prospettive per il paese

L`incremento lento ma stabile nei ultimi decenni, riflette il potenziale del Nepal come destinazione per i viaggi sportivi, naturalisitici e anche New Age.
Per il New Age la valle di Kathmandu con i suoi nummerosi monasteri buddisti e centri Yoga, sembra esserci terra fertile e compremetente. Anche il Trekking ha ancora ampio spazio per nuovi itinerari interessanti e insoliti, aprendo nuove zone ristrette fin d`ora al turista. Nepal è famoso come per la gente gentile nei confronti di touristi e stranieri in generale e potrebbe ulteriormente vantare dalle paure dei turisti nei confronti di paesi musulmani.

I prossimi anni saranno cruciali per il turismo, visto i vari anniversari attorno la prima scalata dell'Everest nel 1953, l'anno internazionale della montanga, la campagna "Destination Nepal 2002-03 Campaign". Tutte queste iniziative porteranno attrazzione al paese, ma dipenderà dalla "peformance" (finora scarsa) dell'Nepal Toursim Board e del governo, dei interessati agenzie turistiche ecc. oltre che la situazione globale piutossto che dalla situazione politica in Nepal, se il nummero dei visitatori aumenterà in Nepal.

I grossi ostacoli per il futuro sono l'inquinamento della capitale, le infrastrutture malfunzionanti e i frequenti cambiamenti di regole e permessi riguardanti i turisti. Nella capitale il traffico intenso e caoticho impedisce una visione positiva per la capitale stessa come destinazione. A questo si aggiunge la instabilità politica e di recente il problema "maoista "in certi distretti del Nepal occidentale, anche se non coinvolge direttamente il turista.

Dal 11 Settembre 2001 il turismo ha dovuto realizzare la sua vulnerabilità verso instabilità politiche e di sicurezza. Il nummero dei visitatori, sceso notevolmente nei ultimi anni, lentamente incrementando dai primi mesi del 2003. Nonostante il conflitto maoista, la maggior parte dei turisti ha realizzato che non ci sono imminenti pericoli per loro, apparte i pagamenti delle "tasse di passaggio" che li vengono chieste su alcuni itinerari (contro ricevuta!). Di fatto, alcuni turisti si stanno lamentando se non hanno incontrato i maoisti, perche sembra che la ricevuta di pagamento abbia un valore "souvenir".

Nel complessivo, il Nepal potrebbe essere una delle mete favorite nel cuore dell'Asia fra Mongolia, Maldive e Thailandia. Un potenziale da ancora sviluppare con cautela, ma anche con decisione, non appena la situazione generale del paese migliora per incentivare investimenti seri nel turismo.



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