genti e religoni
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La gente del Tibet |
I popoli tibetani sono coloro che abitano l'altipiano da millenni. Solo nei centri urbani e verso le frontiere del Tibet pre-cinese si notarono minoranze minuscoli. Così per esempio a Lhasa vissero communità Newar dal Nepal, cinesi e anche musulmani dell'Asia centrale (maggiormente maccellai).
Nei ultimi decenni la composizione dei popoli ha visto cambiamenti relativamente radicali in seguito all'immigrzione di communità cinesi.
Attratti da sovvenzioni statali in cerca di viat migliore, hanno drasticamente cambiato il volto dei centri urbani (Lhasa, Shigatse, Gertse, Thaklakot ecc.). Nella sola provincia Autonoma del Tibet oggi vivono ca. 45% dei popoli tibetani.
I popoli tibetani più noti sono i Moinba, Xarba, Lhoba, Khampa, Sharpa. I Hui sono discendenti dalle province di Gansu, Shaanxi, Qinghai, Sichuane Yunnan e si concentrano sopratutto nei centri urbani di Lhasa, Xigaze e Qamdo praticando la religione musulmana.
I cinesi occupano maggiormente le posizioni governative, sono i technici, burocrati, insegnanti e staff medico.
La maggioranza dei tibetani vive in gran parte sparsi nelle praterie o nei villaggi del Hinterland, relativamente pochi sono quelli che vivono nelle città, dove esercitano commercio e prima del 1951 anche le positioni governativi.
Nel corso dei secoli alcune etnie si sono trasferite nei paesi limitrofe: i Lhadaki nel Lhadak indiano e gli Sherpa, Dolpa-pa ed altri nel Nepal, i Drukpa nel Bhutan e cosi via.
La lingua tibetana si distingue in quattro dialetti: quello di Lhasa, del Kham, Amdo e Chamdo.
Le strutture famigliare sono segnati dalla poliandria, anche se essa pian piano si estingue con l'entrare di influssi moderni nel altopiano.
La vita agricola
Oltre il 90% della popolazione tibetana vive di agricoltura o di pastorizia. L'agricoltura è basata sulla produzione d'orzo e di altri cereali e principalmente si pratica nelle valli del Tsangpo (Brahmaputra in India e Bangladesh) e nei sui valli tributari come il Kychu e il Nuuang oltre alla valle del Yarlung.
I sistemi di coltivazione, tramandati nei secoli da generazione in generazione, si stanno modernizzando grazie all'uso di macchinari agricoli che rendono meno difficoltoso il lavoro nei campi.
I nomadi
I nomadi tibetani seguono tutt'ora gli antichi ritmi dei loro antenati vivendo ancora nelle tende o come seminomadi nei villaggi tempotanrei (villaggi esitvi e invernali). Sono dedicati principalmente al pascolo di Yak, l'animale simbolo delle catene montuose Himalayane.
Altri vivono del commercio, scambiandosi il sale, il burro, il riso con altri prodotti non reperibili nelle loro zone. Sono famose le carvovane del sale oltre l'Himalaya verso il sud (Nepal, Lhadak, Bhutan, Sikkim).
Questo commercio era communque ristretto dalle autorità cinesi in seguito dal 1964, l'anno in cui la Cina ha annesso il Tibet ufficialmente, creando grossi problemi economici ai nomadi. Solo nei ultimi anni le ristrezioni sono state liberalizzate per supportare le microeconomie delle zone di frontiera per loro.
Le popolazioni delle città
Nei grossi centri urbani come Lhasa, Tsedang, Shigatse, o Gyantse, la gente si occupa principalmente di commercio e di artigianato. Con l'accrescere dei flussi turistici, principalmente lungo la via trans-himalayana, il turismo ha preso una certa rilevanza economica, portando lavoro e nuove opportunità, anche se i servizi offerti non possono considerarsi al livello dei paesi limitrofi.
Per quanto riguarda le minoranze etniche, prima dell'invasione era possibile trovare ampi insedimenti di Newar, etnia originaria della valle di Kathmandu e non c'è da stupirsi se camminando per le città ci si imbatte in delle moschee, ogni città dispone infatti di una minoranza tibetana di religione musulmana, gran parte di loro lavorano come macellai, poichè a un buddista tibetano osservante è vietato ammazzare animali.
Le grandi città del Tibet stanno cambiando radicalmente aspetto, le vecchie caratteristiche dell'architettura tibetana stanno lasciando sempre più spazio ad edifici moderni e larghi viali, tipici dell'architettura cinese. Lhasa in particolare non varia molto da altre città della Cina nella parte nuova.
Il buddismo tibetano |
La religione tibetana è particolare per l'arco Himalayano e l'intera area centralasiatica. Il buddismo, che venne introdotto in Tibet con i maestri tantrici Atisha e Padmasambhava, per difondersi attraverso gli altopiani, è stato influsso dalla religione Bön, si è trasformato nell'arco dei secoli alla forma oggi conosciuta buddismo tibetano.
Il buddismo tibetano, bensi basandosi su Gotama Siddharta, si è amalgato con la religione prebuddista dei Bön-po, che nella sua forma originale si preserva ancora in Nepal e in parti remoti del ovest tibetano.
Il buddismo tibetano quindi non è da considerare buddismo nel senso stretto: sono entrati spiriti e demoni, testimone del forte legame dei tibetani con la natura che le circonda. Oggi il buddismo tibetano si suddivide fra quattro scuole principali: Nyingma-pa, Kagyu-pa, Sakya-pa e Gelug-pa
Queste sette buddiste formano il cosidetto "Mahayana" o "Vajrayana", scorrettamente chiamato anche "Lamaismo". Concordi su tutti aspetti principali, essi si dividono sui certi aspetti dottrinali e di insegnamento.
La gerarcia delle singole scuole filosofiche è molto rigida, ecetto qualche setta minore come quella dei "Druk-pa". Generalmente riconosciuto da tutto come esponente più importante e regnante del Tibet è il Dalai Lama, seguito dal Karmapa Lama e dal Pantschen Lama (la cosidetta "trinità").
La filosofia buddista tibetana segue la via della "ruota grande", dove la compassione con tutti esseri è porta all'illuminazione e quindi al Nirvana. Il budismo tibetano si è mischiato con la religione pre buddista dell'Bön, una specie di "sciamanismo evoluto" tibetano.
Il Buddismo tibetano non è un credo fisso, ma piutosto una filosofia che si costruice sul "Karma" come evoluzione fisica e spirituale che porta all'illuminazione e cioè alla fine di sofferenza individuale immergendo con il universo. Nel Buddismo tibetano si crede nella compassione per tutti esseri vivi. Nobile è chi rinuncia alla propria "illuminazione" per tornare nel ciclo delle vite per aiutare coloro che sono ancora non illuminati e fermi nel cilco del "Samsara".
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Fondalmente importante sono i maestri o "Rimpoche" (maestro prezioso). Essi sono rincarnazioni di grande valore di maestri o "Buddha"
come il Dalai Lama, il Panchen Lama o il Karmapa Lama i più noti fra loro, che sono discendenti in linea diretta di reincarnazioni da generazioni e gli esponenti più famosi nell'occidente del buddismo tibetano.
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La vita religiosa non si divide fra quella giornaliera, quindi ogni viaggio diventa anche un pelleggrinaggio religioso, il "Dharma" diventa la motivazione centrale per raggiungere il "Nirvana" o l'illuminazione. Cosi nei secoli si
istauri un sistema difficile da comprendere per noi occidentali, ma naturale per i tibetani.
Le diverse sette principali del buddismo tibetano hanno nel corso dei secoli assorbito in gran parte la religione anticha del B&oun;n, che prevalse prima del 700 nel Tibet. Innumerevoli le storie come raggiunse il buddismo il Tibet.
Il buddismo tibetano si fonde a differenza di altri rami buddisti sul tantrismo indiano, rappresentato da Marpha e Milarepa, che include elementi del Yoga. Altre scuole come i Sakya-pa e Ningma-pa seguono piu il dibattito teologico o i riti antichi. Storicamente Atisha e Padmasambhava, entrambi "maestri" indiani introdussero il buddismo in diverse epoche nel Tibet, col aiuto attivo dei re tibetani, in particolare del mitico re Songtsen Gampo, anche se trovava una grande resistena dai teocratici Bönpo.
Nonostante l'immagine che il buddismo tibetano ha in occidente, il buddismo tibetano è coinvolto in conflitti interni spesso anche violenti, diversi Rimpoche non riconoscono l'autorità suprema della scuola Gelupka (di cui capo fa il Dalai Lama), nel Bhutan l'autorità è del Je Khenpo e non del Dalai Lama. Ci sono disputi su cui sia il vero Karmapa Lama e uno dei famosi "ribelli", il Ganchen Lama, non è riconosciuto come autorità dal Dalai Lama.
Segni di conflitto non solo religioso-filosofico, ma spesso anche d potere e per richezze economiche, non possiamo entrare qui nelle questioni intrni del buddismo tibetano. Ma forse il tutto è anche segno che il buddismo tibetano è più che mai vivo e vibrante.
Il buddismo tibetano oggi si trova diffuso in tutto il mondo, in occidente sopratutto nei Stati Uniti d'America e in Europa, dove trova terra fertile fra le popolazioni anche in Italia, con i Gelupka trovando maggior seguito.
Si trovano centri e monasteri del buddismo tibetano anche in Italia è famoso il centro di Pomaia, dove il Dalai Lama si ferma spesso quando soggiorna in Italia.
Le feste tibetane |
Le religiose Tibetane sono parte integrante della cultura e della storia dell'intero popolo tibetano. In una atmosfera armoniosa fatta di danze (Cham), di coloratissimi costumi, di giochi e mercatini, musicanti, nomadi e monaci, si riuniscono per fare rivivere la loro religione e la loro cultura che cerca di sopravvivere nel nuovo millennio.
Tutte le festività Tibetane sono communque sempre basato sulla religione. Le feste ufficiali governative sono fuori dai centri urbani pocho seguiti, se non si tratta di festività sportive.
Apparte di questo, le feste sono anche un ottimo modo per trovare il futuro marito o un avventura amorosa in un Pease dove il prossimo "bar" può essere distante centinaia di kilometri.
Durante le festività i Tibetani si dedicano anche molto al mangiare e bere, spesso raggiungendo livelli allarmanti, ma pocho communque sono i problemi correlati al ecesso come violenza fisica.
Normalmente le festività durano anche diversi giorni, con un via e vai notevole che si ferma solo lentamente in quanto la gente spesso arriva da lontano e il tempo in Tibet ha valore molto relativo, se non per i riti spirituali.
Le feste più importanti in Tibet sono
- Losar, la festa del nuovo anno tibetano;
Monlam, la festa dei monasteri;
- Saga Dawa, la festa della nascita, illuminazione e morte del Buddha storico, in cui si da origine ad una grande processione verso Lhasa;
- Festa di Gyantse, che si svolge con competizioni di tiro con l'arco e corse di cavalli;
- Sei-quattro Festival, il giorno dei primi insegnamenti del Buddha, dove si visitano le montagne sacre del Kailash;
- Shonton, la festa del teatro, a Lhasa, una competizione di danze e di teatro al Norbulingka.
- Festa di Nagchu, che si svolge con competizioni di tiro con l'arco e corse di cavalli;